Cosa vedere a Pompei

Casa di Sirico a Pompei: storia della domus e consigli per la visita

La Casa di Sirico a Pompei è un’imponente residenza frutto dell’unione di due dimore, situate rispettivamente su via Stabiana e vicolo del Lupanare.

Esplora di più!

Scopri le Offerte Speciali e i Prezzi dei Biglietti

Vedi i Dettagli

Al momento dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., l’intero complesso era sottoposto a un’importante fase di rinnovamento, tesa ad aggiornare le decorazioni secondo i canoni artistici dell’epoca. Questa domus regala uno spaccato vivace della vita sociale e culturale di Pompei, mostrando come l’architettura, l’arte e il prestigio personale si intrecciassero in un’unica straordinaria testimonianza.

Dove si trova?

Mappa di Pompei: Regio VII – 17

Google Maps

Origini e proprietari: chi era Publius Vedius Siricus?

Atrio con impluvium e colonne nella Casa di Sirico a Pompei

La storia della Casa di Sirico a Pompei inizia con l’acquisizione e la fusione di due unità abitative risalenti, per la configurazione definitiva, al I secolo a.C. Gli scavi condotti tra il 1851 e il 1873 portarono in luce l’identità dell’ultimo proprietario: Publius Vedius Siricus. La scoperta di un anello-sigillo in bronzo recante il suo nome, nonché manifesti elettorali a lui relativi, ha confermato il ruolo di Sirico come figura di spicco nella vita politica e commerciale pompeiana.

All’ingresso di una delle due dimore, su un pavimento in cocciopesto, compare la scritta benaugurante SALVE LUCRU, traducibile in “Benvenuto guadagno!”. Questo saluto enfatizza il carattere mercantile e l’aspirazione alla prosperità che contraddistinguevano Sirico e i suoi sostenitori, i clienti che si recavano ogni giorno nella domus per ricevere favori, stringere accordi e sostenere la sua carriera politica.

Struttura architettonica: Due abitazioni in una

Vasca in pietra all’interno di una stanza della Casa di Sirico a Pompei

La Casa di Sirico occupa in senso est-ovest la parte centrale dell’insula 1 nella Regio VII di Pompei. Si riconoscono due ingressi principali:

Via Stabiana 25: da qui si accedeva a una prima dimora, caratterizzata da un atrio tuscanico, un peristilio e diversi ambienti di rappresentanza.

Vicolo del Lupanare 47: l’altro ingresso conduceva alla seconda unità abitativa, parzialmente sovrapposta alla prima e dotata di un proprio atrio, peristili, cucine e spazi di servizio.

Col passare dei decenni, i due edifici furono unificati e adattati a costituire una residenza più ampia, sicuramente destinata a ricevere quotidianamente sostenitori e amici. L’intera proprietà subì una massiccia opera di ristrutturazione negli anni precedenti l’eruzione, con l’adozione del Quarto Stile nelle pitture murali, all’epoca particolarmente in voga. Nonostante i lavori non fossero terminati, alcune parti, come la grande esedra affrescata, erano già state completate e mostrano ancora oggi la magnificenza dei nuovi apparati decorativi.

IL PIÙ VENDUTO
Ingresso Riservato a Pompei
Scopri Pompei tra strade intatte e ville antiche. Accedi agli scavi e vivi la storia senza attese.
Verifica disponibilità
🔒 Pagamento sicuro ⚡ Conferma immediata

Lo scavo ottocentesco e i restauri moderni

La Casa di Sirico fu esplorata a più riprese nel XIX secolo. In particolare:

1851-1852: prime indagini che misero in luce parte dei peristili e alcuni ambienti di rappresentanza.

1857-1859; 1862: scavi più estesi, diretti da studiosi come Gaetano Genovese e Giuseppe Fiorelli, introdussero un metodo di scavo a strati orizzontali che consentì di preservare meglio le murature e alcune coperture.

1872-1873: si ultimarono l’esplorazione dei settori su via del Lupanare e si consolidarono i ritrovamenti.

Negli anni recenti, la Casa di Sirico a Pompei è stata oggetto di un imponente lavoro di consolidamento e restauro, concluso nel 2016, grazie al quale i visitatori possono oggi ammirarla in tutta la sua vastità. Durante questi interventi, si è prestata particolare attenzione agli apparati pittorici in Quarto Stile, ai pavimenti in opus sectile e agli spazi aperti dei peristili.

L’esedra e i fasti del convivio

Parete decorata con affreschi romani nella Casa di Sirico a Pompei

Un punto focale dell’abitazione è la grande esedra: qui, gli ospiti si radunavano per banchettare su letti triclinari, circondati da un pavimento in lastre marmoree di pregio. L’ambiente era rallegrato da raffinati affreschi che narravano episodi mitologici legati alla guerra di Troia e alle vicende epiche di Enea. Uno di questi dipinti, raffigurante Enea ferito mentre viene curato da Iapige, è oggi esposto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Nell’esedra, le pareti mostrano grandi campiture di colore (rosso, giallo, nero) arricchite da eleganti motivi architettonici tipici del Quarto Stile: colonne finte, edicole, cornici e prospettive teatrali. I riquadri centrali accoglievano affreschi con scene di grande impatto, tra cui:

Teti nell’officina di Efesto, dove la dea chiede nuove armi per il figlio Achille;

Eracle ebbro presso Onfale, che mostra l’eroe vinto dal fascino di una donna;

La costruzione delle mura di Troia, dipinto in cui Poseidone e Apollo soprintendono ai lavori, richiamando l’idea di un cantiere in movimento e la maestria degli operai.

Il pavimento di questo spazio è ornato con un pregevole opus sectile, realizzato usando marmo di varia provenienza e colore. Il triclinio all’aperto, o meglio l’esedra, consentiva anche di godere dei due peristili adiacenti, dove i rinfreschi estivi e le conversazioni potevano proseguire alla luce del sole o all’ombra dei portici.

ESPERIENZA IMPERDIBILE
Tour Guidato
di Pompei:
Esplora gli Scavi
con un Esperto
Scopri i segreti di Pompei con una guida locale. Passeggia tra rovine autentiche e affreschi millenari.
Verifica disponibilità
🔒 Pagamento sicuro ⚡ Conferma immediata

L’inscrizione “SALVE LUCRU”: Benvenuto guadagno

Un dettaglio celebre della Casa di Sirico è la scritta “SALVE LUCRU”, realizzata in tessere bianche sul pavimento di ingresso. È un saluto rivolto a chiunque entri, ma allude anche al vivace spirito commerciale e politico del dominus: Sirico riceveva clienti e amici nel vestibolo, offrendo loro protezione e vantaggi economici in cambio di sostegno e partecipazione alla sua vita pubblica.

Questo aspetto è fondamentale per comprendere il ruolo delle grandi domus a Pompei: non solo residenza familiare, ma vero e proprio luogo di affari e di prestigio, dove la clientela poteva discutere di commercio, candidarsi a cariche pubbliche, stringere alleanze e partecipare alla rete di relazioni tipiche della società romana.

Gli ambienti di servizio e i peristili

Impluvium con colonne in marmo nella Casa di Sirico a Pompei

L’abitazione vanta ben due peristili affiancati, segno di un’abitazione davvero estesa. Qui venivano probabilmente allestite cene all’aperto durante la stagione calda, con pergolati che offrivano ombra e decorazioni vegetali. Le colonne sostenevano un portico lungo cui si aprivano cubicoli (camere da letto o sale di servizio), mentre le stanze poste agli angoli erano spesso adibite a cucine o dispense.

In particolare, i peristili collegano l’area più antica, con ingresso su via Stabiana, a quella più recente, sviluppata su vicolo del Lupanare. Durante gli scavi ottocenteschi, furono rinvenuti corredi di suppellettili domestiche in questi spazi, tra cui vasi, bronzi e perfino mobili in legno (ovviamente mineralizzati e ricostruiti grazie alle tecniche di calco).

VISITA COMPLETA
Pompeii Plus:
Ingresso Riservato a Pompei + Ville
Uncover Pompeii’s ancient preserved streets and historic villas.
Verifica disponibilità
🔒 Pagamento sicuro ⚡ Conferma immediata

Il triclinio con i calchi di Fiorelli

Uno degli aspetti più commoventi e suggestivi legati alla Casa di Sirico è l’esposizione, nel triclinio, di tre calchi umani realizzati da Giuseppe Fiorelli. Questi calchi appartengono al gruppo dei primi quattro corpi ritrovati nel cosiddetto “vicolo degli Scheletri”: si tratta di individui che non riuscirono a fuggire durante l’eruzione, e i cui vuoti tra cenere e lapilli furono riempiti di gesso per restituire l’ultima tragica postura delle vittime.

Due calchi sono integri, mentre il terzo conserva soltanto il torso, danneggiato dai bombardamenti del 1943. Il restauro recente ha restituito a questi calchi una collocazione dignitosa, protetti da uno schermo in vetro e accompagnati da pannelli didattici che ne illustrano il ritrovamento e la tecnica di esecuzione. È uno dei momenti più intensi della visita: i calchi, “rapiti alla morte”, diventano testimoni silenziosi del dramma vissuto dalla città.

Gli affreschi con Enea, eroi virgiliani e la guerra di Troia

Affresco decorativo romano con scene mitologiche nella Casa di Sirico a Pompei

Un altro affresco di grande rilievo, proveniente da questa domus e ora conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, raffigura Enea ferito, curato dal medico Iapige, mentre Venere e il piccolo Ascanio osservano preoccupati. Lo sfondo è occupato da guerrieri pronti a combattere, poiché l’episodio si colloca nell’ultima parte dell’Eneide, durante lo scontro finale. La presenza di Enea sottolinea il prestigio che la figura dell’eroe troiano aveva assunto in Campania, grazie anche alla tradizione che lo voleva fondatore del popolo latino.

Scene come queste, ispirate all’epica greco-romana, ricorrono in molte case di Pompei, specialmente in ambienti di rappresentanza come i triclinia e le esedre, suggerendo che la cultura letteraria e il riferimento alla mitologia erano un modo per ostentare il proprio status e la propria raffinatezza.

IL PIÙ VENDUTO
Ingresso Riservato a Pompei
Scopri Pompei tra strade intatte e ville antiche. Accedi agli scavi e vivi la storia senza attese.
Verifica disponibilità
🔒 Pagamento sicuro ⚡ Conferma immediata

Rinascita e visita odierna

Antico forno in muratura nella Casa di Sirico a Pompei

Nel 2016 si sono conclusi i più recenti restauri della Casa di Sirico, che hanno restituito al pubblico molti ambienti: dall’atrio di tipo tuscanico ai due peristili, dall’esedra affrescata al triclinio dove riposano i calchi, dalle stanze di servizio alle porzioni di pavimento in opus sectile restaurate e consolidate.

Visitare la Casa di Sirico a Pompei oggi significa rivivere i fasti di un personaggio illustre, immergersi in un ambiente domestico di grande respiro e contemplare un insieme di affreschi che spaziano dal gusto mitologico alla propaganda politica. È un luogo dove la quotidianità di fine I secolo d.C. riemerge in una pluralità di sfumature: dalle iniziative commerciali all’attenzione per la propria immagine, dagli incontri politici alle cene conviviali all’ombra di pergolati decorati e di colonne dipinte.

FAQ sulla Casa di Sirico a Pompei

Chi era Publius Vedius Siricus?

Era l’ultimo proprietario della domus, identificato grazie a un anello-sigillo in bronzo. Figura di spicco nella politica e nel commercio pompeiano, accoglieva i suoi sostenitori con l’iscrizione SALVE LUCRU all’ingresso.

Che cos’è la scritta “SALVE LUCRU” e perché era importante?

All’ingresso di una delle stanze della Casa di Sirico è visibile l’iscrizione “SALVE LUCRU(M)” (“Benvenuto, guadagno!”), un augurio di prosperità economica rivolto ai visitatori e ai clienti del proprietario. Questa formula, tipica di Pompei, sottolineava il carattere mercantile e politico del dominus, che intendeva accogliere i propri sostenitori e favorire le relazioni d’affari nella sua abitazione.

Cosa c’è di particolare nell’esedra della Casa di Sirico?

L’esedra è un ambiente di rappresentanza per banchetti, con un elegante pavimento in lastre di marmo (opus sectile) e affreschi di Quarto Stile raffiguranti episodi mitologici, tra cui la guerra di Troia, la forgiatura delle armi di Achille e le avventure di Eracle.

Perché si parla di calchi di Fiorelli nella Casa di Sirico?

In un vano della casa, restaurato per l’occasione, sono esposti tre calchi umani realizzati da Giuseppe Fiorelli, ritrovati nel “vicolo degli Scheletri”. I calchi testimoniano le ultime drammatiche fasi vissute da alcuni abitanti durante l’eruzione del Vesuvio.

Quali opere della Casa di Sirico sono esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli?

Tra i dipinti più famosi trasferiti al MANN spicca l’affresco di Enea ferito, dove l’eroe viene curato da Iapige sotto lo sguardo di Venere e di suo figlio Ascanio. Altre scene mitologiche, come la costruzione delle mura di Troia, erano originariamente collocate nell’esedra.

Articoli simili