Con il nome di Resina fino al 1969, Ercolano in Campania è un luogo carico di storia e tradizioni, conosciuto in tutto il mondo per i suoi Scavi Archeologici, ma anche per la vicinanza ad attrazioni di grande richiamo turistico, come il Parco Nazionale del Vesuvio e le ville settecentesche del cosiddetto Miglio d’Oro.
Oggi Ercolano conta circa 50.000 abitanti e si presenta come una cittadina vivace, ricca di contrasti: da una parte, i resti dell’antica città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.; dall’altra, i segni della modernità e di un’economia che si è modificata nel corso dei secoli, spaziando dalla lavorazione della pietra lavica alle manifatture tessili fino a un rilancio turistico-culturale di primo piano. Passeggiando per le strade di Ercolano, ci si imbatte nello stratificato passato del territorio: dal periodo romano al medioevo, dal Rinascimento fino all’epoca borbonica e ai giorni nostri, ogni angolo custodisce una pagina di storia.Molti turisti si concentrano quasi esclusivamente sugli Scavi archeologici di Ercolano, ma la città offre molto di più. La visita al Parco Archeologico può diventare un’occasione per esplorare anche il celebre Miglio d’Oro con le sue ville vesuviane, per salire fin sulla cima del Vesuvio e per godersi una panoramica d’eccezione sul Golfo di Napoli. Infine, da Ercolano è semplice raggiungere Pompei, altra meta turistica imperdibile e patrimonio UNESCO, con la quale stringere idealmente un “gemellaggio culturale” all’insegna della scoperta degli antichi fasti romani.
Dove si trovano?
Google MapsUno sguardo alla storia di Ercolano
Secondo la leggenda, l’antica Herculaneum fu fondata da Ercole di ritorno dall’Iberia nel 1243 a.C. Al di là del mito, le fonti storiche indicano che la città ebbe un’origine osca o etrusca tra il XII e l’VIII secolo a.C., per poi cadere in mano ai Greci (secondo alcuni, già dal V secolo a.C.) e successivamente ai Sanniti. Dopo la guerra sociale, nell’89 a.C., Ercolano entrò nell’orbita di Roma, diventando un municipio e un luogo di villeggiatura apprezzato dall’aristocrazia romana.

Il terremoto del 62 d.C. segnò un primo colpo di sfortuna per la città; tuttavia, la vera calamità arrivò con la terribile eruzione del Vesuvio del 79 d.C., la stessa che seppellì Pompei, Oplontis e Stabia. Ercolano fu ricoperta da una coltre di fango e materiale piroclastico compresa tra i 10 e i 25 metri di spessore, che sigillò gran parte degli edifici, favorendo una conservazione straordinaria di strutture lignee, architetture e oggetti d’uso quotidiano.

Sopra i resti di Ercolano, nel corso dei secoli, sorse gradualmente un nuovo insediamento. Della città antica se ne perse quasi del tutto la memoria fino a quando, agli inizi del XVIII secolo, alcuni scavi casuali portarono alla luce un grande teatro sotterraneo, colonne, marmi e statue: la notizia si diffuse rapidamente, attirando l’interesse dei Borbone e dell’intera Europa, in un periodo, il Settecento, in cui i viaggiatori del Grand Tour cercavano in Italia il fascino delle rovine classiche.

Se l’eruzione del 79 d.C. pose fine alla storia dell’antica Ercolano, una seconda fondazione, conosciuta come Resina, si sviluppò sulle stesse terre: la nuova comunità crebbe sotto vari domini feudali e si riscattò dal giogo baronale nel 1699. Nel 1969, infine, il nome Resina venne sostituito ufficialmente da Ercolano, in omaggio alle glorie della città romana.
Gli scavi archeologici di Ercolano
Fulcro di qualunque visita in città sono senz’altro gli Scavi Archeologici di Ercolano, dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO insieme a Pompei e Oplontis. A differenza degli scavi pompeiani, quelli di Ercolano presentano dimensioni più ridotte, ma vantano un grado di conservazione eccezionale, specie per quanto riguarda strutture lignee e tessuti organici, rimasti sigillati nel cosiddetto “pappamonte” – uno strato di materiale piroclastico solidificato che ha protetto le rovine nel corso dei secoli.

Un tempo, l’area archeologica si affacciava direttamente sul mare; oggi, il dislivello rispetto all’attuale linea costiera è di diversi metri, tanto che alcuni dei ritrovamenti più celebri, come la barca romana custodita nel “Padiglione della Barca”, si trovavano sull’antica spiaggia. Percorrendo la passerella d’ingresso, è subito evidente la profondità a cui si trova il livello originale della città romana.

Una delle esperienze più suggestive è la visita alle case private di Ercolano, spesso dotate di terrazze a più piani, affreschi policromi sulle pareti e splendidi mosaici pavimentali. Tra gli edifici più noti ci sono:
- La Casa del Rilievo di Telefo, famosa per un rilievo in marmo dedicato a Telefo, figlio di Eracle.
- La Casa del Bicentenario, così chiamata perché scoperta nel 1938, a due secoli dall’avvio delle prime esplorazioni sistematiche (1738); al suo interno è stata ritrovata una scritta in latino che alcuni hanno associato a simboli cristiani.
- La Casa dei Cervi, caratterizzata da un bellissimo peristilio con vista mare e da sculture di cervi in atto di essere assaliti dai cani.
- Le Terme suburbane, esempio eccellente di impianto termale romano con mosaici bianchi e neri.
- La Palestra e le Terme del Foro, che testimoniano la vivacità sociale e sportiva dell’antica comunità.

Il percorso di visita è arricchito da pannelli informativi e da un itinerario multilingue, che permette di comprendere meglio la storia dei vari ambienti e delle decorazioni pittoriche. Dal 2022 è possibile, previa autorizzazione o in determinati giorni di visita guidata, scendere in profondità per ammirare il Teatro Romano, scoperto originariamente nel Settecento e tuttora in parte sepolto sotto la città moderna.
Come raggiungere Ercolano
Ercolano è ben collegata a Napoli e agli altri comuni campani. Per chi proviene da fuori regione, l’aeroporto di Napoli Capodichino dista circa 15 km. Poi, via terra, esistono diverse opzioni:
- Treno: la stazione “Ercolano Scavi” della Circumvesuviana, sulla linea Napoli-Sorrento e Napoli-Pompei-Poggiomarino, si trova a pochi minuti a piedi dall’ingresso degli Scavi. In alternativa, la stazione di Portici-Ercolano, sulla ferrovia nazionale Napoli-Salerno, è un altro punto di arrivo, da cui si può proseguire in autobus o taxi.
In alternativa alla Circumvesuviana puoi fruire del Campania Express, un treno turistico pensato per i visitatori, con posti garantiti, aria condizionata e spazio per i bagagli. Collega le principali mete turistiche come Napoli, Ercolano, Pompei e Sorrento in circa 30 minuti da Napoli a Pompei. Il costo è di 15 € a tratta o 25 € andata e ritorno, con biglietti acquistabili online, alle biglietterie o tramite Trenitalia con uno sconto del 10% per chi arriva in treno. È possibile salire e scendere liberamente alle fermate intermedie. I treni offrono comfort, informazioni turistiche e sono parzialmente accessibili; per dettagli sull’accessibilità è disponibile il numero verde 800211388.
- Auto: l’autostrada A3 (Napoli-Salerno) dispone di due uscite, “Ercolano-Portici” ed “Ercolano Scavi”. Da entrambe, in pochi minuti si raggiunge il centro cittadino. In Corso Resina, nei pressi dell’ingresso agli Scavi, ci sono parcheggi a pagamento e aree di sosta attrezzate.
- Bus: da Napoli sono attive linee suburbane (ANM 5, 176 e 177) che collegano la zona di Portici stazione FS fino a Ercolano (centro e zone collinari). Esiste anche un servizio di taxi collettivo che staziona nelle vicinanze della stazione Circumvesuviana di Ercolano.
L’esperienza al parco archeologico: informazioni utili
Per organizzare al meglio la visita agli Scavi Archeologici di Ercolano, ecco alcune informazioni pratiche:
- Orari e biglietti: il parco archeologico è aperto tutti i giorni, eccetto il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre (verificare sempre le comunicazioni ufficiali per eventuali variazioni). È consigliabile prenotare online o arrivare di buon mattino, specie in alta stagione, per evitare lunghe attese.
- Accessi: l’ingresso principale è situato in Corso Resina, recentemente arricchito da un’ampia area di accoglienza con punti ristoro, servizi igienici e parcheggi a raso.
- Visite guidate: sebbene i pannelli informativi siano esaustivi, avvalersi di una guida autorizzata ti permetterà di cogliere ogni dettaglio, comprendendo appieno le differenze tra la vita ad Ercolano e quella nella vicina Pompei.
- Sicurezza e abbigliamento: gran parte del percorso si svolge all’aperto su pavimentazioni antiche o passerelle moderne; è bene, dunque, indossare scarpe comode, portare acqua, un copricapo e crema solare durante i periodi più caldi dell’anno.
- Organizzazione del tempo: per visitare gli Scavi archeologici di Ercolano in modo approfondito, è consigliabile dedicare almeno una mezza giornata. Aggiungendo il MAV e magari una o due ville del Miglio d’Oro, la giornata può tranquillamente riempirsi.
- Ti consigliamo di fare il tour con una guida, possibilmente con un archeologo. È un’esperienza che cambia completamente il modo di vedere le cose. Non è solo una visita, ma un viaggio nel tempo, dove ogni dettaglio prende vita grazie alle spiegazioni di chi conosce ogni angolo e ogni storia del sito. Acquistando questo biglietto scoprirai cose che non noteresti da solo e capirai davvero quanto sia speciale questo luogo. Se hai la possibilità, non lasciartelo sfuggire, ne vale davvero la pena:
Il Museo Archeologico Virtuale (MAV)
Accanto all’area archeologica, una tappa consigliata è il MAV, Museo Archeologico Virtuale. Qui la tecnologia e la ricerca interattiva si uniscono per “ricostruire” alcuni ambienti, come strade, case e luoghi di culto dell’antica Ercolano. Grazie a proiezioni 3D, installazioni multimediali e ricostruzioni virtuali, il visitatore può “immergersi” nella vita quotidiana del I secolo d.C., osservare come apparivano i dipinti originali o seguire le fasi dell’eruzione del Vesuvio.
Il MAV, aperto nel 2008, offre un’esperienza complementare agli Scavi: se nel Parco Archeologico si ammirano direttamente i resti materiali dell’antica città, qui ci si lascia trasportare da ricostruzioni visive e sonore, che aiutano a comprendere come dovevano essere, a colori, le architetture e gli spazi urbani. È un’occasione particolarmente apprezzata dai più giovani e dalle famiglie, ma anche dagli appassionati di storia e tecnologia.
Le ville del Miglio d’Oro e il fascino del Settecento
Spesso, chi viene a Ercolano per ammirare i resti dell’antica città romana, ignora un altro tesoro: le Ville Vesuviane del Miglio d’Oro, un tratto di strada (Corso Resina) che da Ercolano giunge fino a Torre del Greco, noto per la concentrazione di splendide dimore settecentesche volute da re e nobili del Regno di Napoli.
In particolare, tra le residenze più celebri rientrano:
Villa Campolieto, progettata dal grande architetto Luigi Vanvitelli: si distingue per lo scenografico porticato a doppia rampa che si affaccia sul mare e per i preziosi affreschi interni.
Villa Favorita, così chiamata perché particolarmente apprezzata dalla regina Maria Carolina d’Asburgo. Acquistata nel 1792 dal re Ferdinando IV di Borbone, presenta un parco che si estendeva fino al mare, con un approdo reale tuttora esistente.
Villa Aprile (già Riario Sforza) e Villa Ruggiero, sede, quest’ultima, della biblioteca civica “Giovanni Buonajuto”.
Il complesso di oltre cento ville vesuviane, disseminate tra i comuni di Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano, Barra e Torre del Greco, è tutelato dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, che sin dal 1971 si occupa di restauri, valorizzazione e apertura al pubblico di molte di queste dimore. Visitare almeno una o due di queste ville, tra cui Villa Campolieto (aperta tutto l’anno per mostre, eventi culturali e concerti) e la parte del Parco di Villa Favorita, rappresenta un viaggio nell’arte e nella storia del Settecento napoletano.
L’eredità culturale di Ercolano: dalla Scuola di Resina alle tradizioni religiose
Ercolano non è soltanto archeologia. Nel corso dell’Ottocento e del primo Novecento fu un importante centro artistico e culturale. Basti ricordare la Scuola di Resina, fondata dal pittore Marco De Gregorio nel 1863, che si caratterizzò per una pittura “dal vero”, vicina alla corrente dei macchiaioli, e che contò tra i suoi protagonisti artisti come Giuseppe De Nittis, Federico Rossano e Adriano Cecioni.
La città fu anche sede di soggiorno e ispirazione per vari intellettuali e politici. Celebre è la permanenza di Gabriele D’Annunzio a villa D’Amelio, in cui visse tra il 1892 e il 1893 e che influenzò alcune sue opere del periodo napoletano. Qui, inoltre, nacquero personalità di spicco come Adriano Tilgher, filosofo e critico letterario, e Amadeo Bordiga, tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia.
Un altro aspetto culturale importante è la devozione religiosa, in particolare verso la Madonna di Pugliano, la cui basilica, costruita sul colle omonimo, è la chiesa principale di Ercolano, nonché la più antica dell’area vesuviana. Insieme alla Madonna, è molto diffuso il culto di San Gennaro, protettore contro le eruzioni vulcaniche: non a caso, busti e statue del Santo guardano spesso in direzione del Vesuvio, a difesa della città.
Il Mercato di Pugliano (o di Resina)
Uno scorcio vivace del secondo dopoguerra è rappresentato dal mercato di Pugliano, conosciuto come “mercato di Resina”. Nato inizialmente come vendita di divise militari lasciate dalle truppe americane durante la Seconda Guerra Mondiale, si trasformò ben presto in un celebre mercato dell’usato, specializzato in abiti vintage, pellami e accessori di abbigliamento. Negli anni ’60 e ’70 era famoso in tutta Italia e oltre, al punto da richiamare persino costumisti cinematografici in cerca di capi d’epoca.
Pur avendo attraversato diverse crisi e ridimensionamenti, il mercato di Resina conserva ancora un certo fascino, sia per la disponibilità di pezzi rari e originali, sia per la sua collocazione al centro storico di Ercolano, nei pressi di Piazza Pugliano. Qui potrai fare un salto indietro nel tempo, frugando tra le tante bancarelle che ancora oggi espongono capi provenienti da ogni parte del mondo.
Gastronomia locale e prodotti tipici
Ercolano non è solo cultura, ma anche sapore. Essendo una città alle falde del Vesuvio e prossima al mare, la cucina locale spazia tra i piatti a base di pesce e le specialità dell’orto. Famosa, ad esempio, è la produzione di pomodorini del piennolo del Vesuvio, piccoli e dolcissimi, coltivati sui terreni vulcanici. Qui potrai inoltre assaggiare piatti tipici della tradizione partenopea come la pizza, la pasta con i friarielli e diversi dolci a base di ricotta, crema e cioccolato.
Per chi cerca un souvenir gastronomico, i vini locali (come il Lacryma Christi del Vesuvio) e i limoncelli artigianali sono un’ottima scelta. Lungo Corso Resina e nelle stradine limitrofe non mancano ristoranti e trattorie che propongono menù a base di pesce fresco, oltre a pub e locali dove trascorrere la serata.
Ecco un consiglio per un ottima esperienza gastronomica in un’osteria moderna nel cuore del Miglio d’Oro:
Viva Lo Re
Corso Resina, 261 – Ercolano
Tel: 081 7390207
Martedì – Sabato: 12:30 – 15:30 | 19:00 – 23:00
Domenica: 12:00 – 16:00
Domenica sera e Lunedì: chiuso
Situato lungo il prestigioso Miglio d’Oro di Ercolano, Viva Lo Re si distingue per la sua atmosfera accogliente e l’estetica curata, con arredi eleganti e ampie vetrate che creano un ambiente luminoso e raffinato.
La cucina offre un equilibrio tra tradizione e innovazione, proponendo piatti sia di terra che di mare. Tra le specialità, l’antipasto Viva Lo Re, linguine con cicoria e gamberi, ravioli all’astice blu, spaghetti aglio, olio e fonduta di parmigiano, ricciola cruda e cotta, vitello farcito e calamaretti su stracotto di cipolle bianche. I dessert includono il pasticciotto crema e amarena e il tris di cioccolato, considerato un autentico must.
La carta dei vini è notevole, con una vasta selezione esposta alle pareti, permettendo agli ospiti di scegliere tra numerose etichette.
Il servizio è attento e cordiale, contribuendo a un’esperienza culinaria piacevole e rilassante. Viva Lo Re è una scelta eccellente per chi desidera gustare la cucina campana in un contesto elegante e moderno.
La rinascita di Ercolano: tra conservazione e turismo sostenibile
Negli ultimi decenni, Ercolano ha attraversato una fase di riscoperta e di rilancio. Da una parte, la crisi di alcuni settori industriali e l’espansione edilizia non sempre controllata hanno creato sfide significative; dall’altra, il riconoscimento UNESCO e la promozione culturale hanno favorito una maggiore attenzione al recupero del patrimonio artistico e architettonico. Oggi, grazie all’impegno di istituzioni, associazioni e privati, si punta a un turismo sostenibile, rispettoso del contesto ambientale (la presenza del Vesuvio e del Parco Nazionale è un elemento chiave), e in grado di valorizzare il tessuto economico locale, dall’artigianato al commercio di qualità.

Tra i progetti realizzati o in corso di realizzazione rientrano:
- Il restauro e la riapertura di importanti ville storiche del Miglio d’Oro.
- L’ampliamento e la sistemazione dell’area di accesso agli Scavi, con un parcheggio rinnovato e nuovi percorsi.
- La promozione di eventi culturali e musicali, festival ed esposizioni temporanee a Villa Campolieto e negli spazi della Fondazione Ente Ville Vesuviane.
- La salvaguardia delle coltivazioni tradizionali, come i vigneti e i frutteti vesuviani, integrandoli in tour enogastronomici.
Dal centro di Ercolano al Vesuvio
Un altro elemento che caratterizza Ercolano è la sua posizione privilegiata alle pendici del Vesuvio, uno dei vulcani più famosi al mondo. Da Ercolano, in effetti, parte la strada che conduce al Gran Cono: si tratta di un percorso panoramico che sale verso il Parco Nazionale del Vesuvio e consente di avvicinarsi al cratere, raggiungibile a piedi negli ultimi tratti (la passeggiata richiede circa 30-40 minuti in salita).
L’escursione al Vesuvio è un’occasione unica per chi desidera osservare da vicino il vulcano e ammirare un panorama mozzafiato sul Golfo di Napoli e sulle isole di Capri, Ischia e Procida. Lungo la strada, si può visitare l’Osservatorio Vesuviano, fondato nel 1841 e considerato il primo osservatorio vulcanologico al mondo, oggi sede di un piccolo museo. Inoltre, un’installazione di arte contemporanea, “Creator Vesevo”, espone all’aperto dieci sculture realizzate in pietra lavica da artisti di fama internazionale.
Un’alternativa per esplorare il Vesuvio: Vesuvio Express
Se desideri un’esperienza ancora più comoda e organizzata, puoi prenotare un tour che parte direttamente da Ercolano e ti porta fino in cima al Vesuvio. Con il servizio Vesuvio Express, avrai tutto ciò di cui hai bisogno per visitare il vulcano in totale tranquillità.
Cosa include il tour:
- Biglietto “salta la fila” per l’accesso al Parco Nazionale del Vesuvio.
- Trasporto di andata e ritorno da Ercolano al Parco Nazionale.
- Una guida vulcanologica esperta per scoprire i segreti del vulcano.
Il Vesuvio Express ti offre il percorso più breve e spettacolare per ammirare il Gran Cono e il panorama mozzafiato sul Golfo di Napoli, Capri, Ischia e Procida. È l’occasione perfetta per immergerti nella natura e nella storia di uno dei vulcani più iconici al mondo. Non lasciarti sfuggire questa avventura!
Pompei: la “sorella maggiore” degli scavi
Una volta terminata la visita a Ercolano, è impossibile non considerare un salto a Pompei, distante appena una manciata di chilometri. Se gli Scavi Archeologici di Ercolano offrono un’esperienza intima e particolarmente conservata (grazie al fango solidificato che ha mantenuto inalterati molti oggetti), Pompei colpisce per l’ampiezza del suo Parco Archeologico, che ospita forum, templi, teatri, quartieri residenziali e botteghe distribuiti su un’area molto vasta.
Visitare sia Ercolano sia Pompei significa avere una visione completa di come si viveva nelle città romane sul Golfo di Napoli prima del disastro del 79 d.C. Per molti viaggiatori, la scoperta di queste due località rappresenta un’esperienza unica al mondo, in grado di riconnettere il presente al passato in un percorso di grande fascino. Proprio per questo, esistono pacchetti combinati, che invitano i turisti a dedicare almeno due giorni all’esplorazione dei due siti archeologici:
Conclusioni: un invito a scoprire Ercolano
Se stai pianificando una vacanza nel Golfo di Napoli, non perdere l’occasione di inserire Ercolano in Campania tra le tue destinazioni prioritarie. Il fascino degli Scavi archeologici di Ercolano, unici al mondo per lo stato di conservazione dei reperti, merita di essere affiancato a una visita di Pompei, più estesa e altrettanto affascinante, così da completare al meglio il viaggio nell’antica Roma.
A Ercolano, potrai coniugare storia e arte, visitare il MAV per un’immersione virtuale nel passato, esplorare le ville del Miglio d’Oro, gustare le prelibatezze della cucina campana e concederti un’indimenticabile escursione sul Vesuvio. Il tutto a poca distanza da Napoli, città d’arte e di cultura millenaria. Per chi ama la varietà, si tratta di una combinazione perfetta: dal turismo archeologico a quello naturalistico, dai musei al folklore locale.Ercolano a Napoli non è quindi una semplice appendice delle escursioni partenopee, ma una tappa fondamentale per qualsiasi viaggiatore curioso e interessato a un turismo di qualità. Lasciati sorprendere dalla bellezza e dalla complessità di questa città che ha saputo rinascere dal passato e che offre oggi uno dei patrimoni storico-culturali più ricchi d’Europa.
FAQ sugli Scavi di Ercolano
Per un’esperienza completa, è consigliabile dedicare almeno mezza giornata solo agli Scavi Archeologici. Se desideri visitare anche il MAV (Museo Archeologico Virtuale) e magari una o due ville del Miglio d’Oro, metti in conto l’intera giornata.
Puoi arrivare comodamente in treno con la Circumvesuviana (linea Napoli-Sorrento o Napoli-Pompei-Poggiomarino) scendendo alla stazione “Ercolano Scavi”, a pochi minuti a piedi dall’ingresso degli Scavi. In alternativa, l’autostrada A3 (Napoli-Salerno) dispone delle uscite “Ercolano-Portici” ed “Ercolano Scavi”. Sono disponibili anche linee suburbane di autobus (ANM 5, 176, 177) e taxi collettivi.
Pur essendo entrambe sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., Ercolano è più piccola ma vanta una conservazione straordinaria di strutture lignee e materiali organici, grazie allo spesso strato di fango solidificato. Pompei è molto più estesa e offre un quadro generale della vita dell’epoca, con fori, templi e teatri su un’area più vasta. Se hai tempo, vale la pena vederle entrambe.
Sì, specialmente in alta stagione. Prenotando online (anche biglietti combinati Pompei + Ercolano o il Campania Express), eviterai le code e potrai pianificare con anticipo la giornata. Inoltre, un tour guidato o con un archeologo rende l’esperienza più approfondita e interessante.
Assolutamente sì. Da Ercolano parte la strada che conduce al Parco Nazionale del Vesuvio. Molti visitatori combinano in un’unica giornata la visita degli Scavi o del centro storico di Ercolano con l’escursione al Gran Cono. Se preferisci un servizio più organizzato, è disponibile il tour Vesuvio Express, che include trasporto e guida vulcanologica.




