A pochi chilometri dagli scavi più celebri dell’antica Pompei, si trova un tesoro meno noto ma altrettanto affascinante: l’area archeologica di Oplontis. Situata nel cuore di Torre Annunziata, questa zona conserva alcuni tra i più imponenti resti romani sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e, dal 1997, fa parte dei siti inseriti dall’UNESCO nel “Patrimonio dell’Umanità”.
Il nome “Oplontis” compare in un’unica fonte antica, la Tabula Peutingeriana, una copia medievale di una mappa dell’Impero romano. L’area, che si estendeva lungo la costa vicino a Pompei, presentava ville residenziali, edifici pubblici e persino strutture termali. Oggi, però, il visitatore può ammirare soprattutto la grandiosa Villa di Poppea a Oplontis (chiamata anche Villa A), un tempo affacciata direttamente sul mare. A breve distanza, sorge la cosiddetta Villa B, o “Villa di Lucius Crassius Tertius”, attualmente non aperta al pubblico.
Questo articolo si propone di offrirti una guida semplice ma completa alla scoperta del complesso monumentale visitabile, con indicazioni pratiche su come raggiungerlo, cosa aspettarsi durante il percorso e qualche consiglio utile per organizzare al meglio la visita.
Dove si trova?
Google MapsBreve storia degli Scavi di Oplontis
I primi ritrovamenti nell’area archeologica di Oplontis risalgono all’età borbonica, quando si cominciò a indagare il territorio vesuviano, affascinati dalle scoperte di Ercolano, Pompei e Stabia. Inizialmente, gli scavi furono avviati in maniera frammentaria e incontrarono diverse difficoltà, tra cui la presenza di mofete (esalazioni di anidride carbonica) che rendevano i cunicoli di scavo pericolosi per gli operai. Nonostante ciò, nel tempo, le esplorazioni fecero emergere resti di ville e depositi ricchi di oggetti antichi, testimoniando l’importanza di questo centro periferico.

Tuttavia, fu soltanto a partire dagli anni Sessanta del Novecento che Oplontis tornò prepotentemente alla ribalta. Una serie di scavi sistematici permise di riportare alla luce una vasta porzione della Villa di Poppea a Oplontis, un grandioso edificio risalente alla metà del I secolo a.C. e ampliato poi in epoca imperiale. A soli 300 metri di distanza, nella seconda metà degli anni Settanta, fu scoperta la Villa B, o “Villa di Lucius Crassius Tertius”, famosa per il ritrovamento di numerosi gioielli e monete, i cosiddetti “Ori di Oplontis”.Dal 1997, l’intera area archeologica di Oplontis è entrata a far parte dei siti del “Patrimonio dell’Umanità” UNESCO, in riconoscimento del suo valore storico e artistico. Oggi, il complesso più importante e visitabile rimane la Villa di Poppea a Oplontis, straordinario esempio di residenza di lusso romana, con affreschi raffinati e giardini interni meticolosamente decorati.
La Villa di Poppea (villa A): un gioiello affacciato sul mare
Attualmente, la Villa di Poppea a Oplontis (denominata “Villa A”) è l’unico monumento accessibile al pubblico. Un tempo si trovava su un’alta scogliera a picco sul mare: la vista panoramica, i porticati, i passaggi coperti e le terrazze offrivano agli antichi proprietari e ai loro ospiti un soggiorno all’insegna del lusso e del piacere. La presenza di affreschi di eccezionale qualità in diversi stili (II, III e IV stile pompeiano) la rende uno dei migliori esempi di “villa d’otium” dell’epoca, cioè residenze dedicate al riposo, alla vita raffinata e alla meditazione.

Secondo un’ipotesi condivisa, la villa potrebbe essere appartenuta a Poppea Sabina, la seconda moglie dell’imperatore Nerone, o comunque alla sua famiglia. Un’anfora ritrovata nel sito reca infatti un’iscrizione riferibile a un certo “Sucundus” (forse schiavo o liberto di Poppea), che testimonierebbe il collegamento con la prestigiosa famiglia dell’imperatrice.
Al momento dell’eruzione, l’edificio sembra fosse in fase di ristrutturazione, verosimilmente a seguito di danni sismici precedenti. Molti ambienti erano stati svuotati degli arredi, probabilmente per consentire i lavori. Ciò non toglie che gran parte dell’apparato decorativo – affreschi, mosaici e stucchi – sia arrivato fino a noi in ottimo stato di conservazione, testimoniando l’antico splendore della villa.
Di seguito, troverai un elenco dei principali ambienti che compongono la Villa di Poppea a Oplontis, con una breve descrizione di ognuno. Ricorda che la visita in loco ti permetterà di apprezzare meglio i dettagli architettonici, le pitture e i giochi di prospettiva ideati dai decoratori romani.
Atrio

È il fulcro della parte più antica della villa e si trova immediatamente dopo l’ingresso. Di tipo “tuscanico”, è caratterizzato da un’apertura nel tetto (compluvium) e da una vasca (impluvium) centrale per la raccolta dell’acqua piovana. Le pareti sono abbellite da affreschi in II stile, con rappresentazioni illusionistiche di colonnati e porte finte.
Cucina
È riconoscibile dal lungo bancone in muratura dove si accendevano le braci per la cottura dei cibi. Sotto al bancone, piccoli vani ad arco fungevano da deposito di legna. Un soppalco in legno, ormai perduto, ospitava probabilmente i servi addetti alla cucina.
Calidarium
Si tratta dell’ambiente caldo delle terme private della villa. Presenta tegulae mammatae (lastre di terracotta) che servivano a far circolare l’aria calda lungo le pareti, e piccole colonne in mattoni (suspensurae) sotto il pavimento per diffondere il calore. Successivamente, l’ambiente fu trasformato in una sala da soggiorno con affreschi in III stile.
Tepidarium
Adiacente al calidarium, era destinato al bagno tiepido. Anch’esso originariamente faceva parte del complesso termale, poi divenne un ambiente di soggiorno con affreschi in IV stile, riquadri rossi e bianchi e motivi vegetali.
Salone (i grandi ambienti di rappresentanza)

La villa ha diversi “saloni” di grandi dimensioni, utilizzati per ricevimenti o momenti di convivialità. Uno di essi conserva splendidi dipinti di II stile raffiguranti giardini, portici e maschere teatrali. Tra i dettagli più raffinati, si notano nature morte e immagini di offerente, a testimonianza della passione degli antichi Romani per la rappresentazione pittorica di oggetti quotidiani.
Triclinio

La tipica sala da pranzo romana, dove i commensali si sdraiavano su letti disposti a ferro di cavallo, con un tavolo centrale per le pietanze. Gli affreschi in II stile sono particolarmente scenografici, con colonne, porticati e scene di offerte a divinità femminili. Il pavimento, in parte a mosaico, mostrava motivi geometrici policromi.
Cubiculum

Piccole camere da letto (alcove) dove i letti erano spesso collocati in nicchie voltate a botte. Gli affreschi giocano ancora sulla prospettiva simulata di colonnati e porte aperte. Molti di questi ambienti sono notevoli per la finezza dei dettagli nelle raffigurazioni di cesti di frutta, vasi e maschere.
Saloni (sale di soggiorno)

Varie sale di soggiorno presentano affreschi con motivi architettonici illusionistici, nature morte, animali e scene mitologiche. Le aperture spesso davano su giardini interni o viridaria, creando uno straordinario dialogo fra decorazione pittorica e natura reale.
Porticato

Molti ambienti si affacciano su lunghi porticati con colonne, talvolta chiusi da muretti in opus craticium per proteggere gli interni da freddo e caldo eccessivi. Le pitture spaziano dal III al IV stile, con fondi monocromi e piccole decorazioni di flora e fauna.
Viridarium (giardini interni)

Uno degli aspetti più affascinanti della Villa di Poppea a Oplontis è la presenza di diversi giardini interni, alcuni dei quali molto piccoli. Le pareti sono dipinte come se fossero proseguimenti dell’area verde, con alberi, uccelli e siepi illusionisticamente raffigurati. Analisi paleobotaniche hanno persino permesso di risalire alle specie vegetali originarie, tra cui bosso, oleandri, limoni e rose.
Piscina monumentale

Nel settore più moderno della villa si trova una gigantesca piscina (61×17 metri), un gioiello dell’architettura romana. Originariamente, era affiancata da un porticato con colonne decorate e statue, molte ispirate a celebri modelli greci. Oltre alla sua funzione di svago, la piscina era un luogo centrale per le attività “di rappresentanza” e per la cura del corpo.
Hospitalia
Piccoli vani posti in un settore appartato della villa, dai decori più sobri, dedicati probabilmente agli ospiti. Gli affreschi, di solito con fondo bianco o monocromo, lasciano intuire stanze di secondo livello rispetto ai grandi saloni di rappresentanza.
Peristilio e larario

In un’area più interna si trova un cortile circondato da colonne (peristilio), con fontana al centro. Qui sono collocate stanze di servizio e un larario, ovvero l’altare domestico dedicato ai Lari (gli spiriti protettori della famiglia). Le decorazioni sono più semplici, in parte per questioni funzionali, in parte perché alcuni ambienti erano destinati alla servitù.
Tablinum
È una sala di rappresentanza o di ricevimento, con grandi finestre affacciate su un giardino interno. Spesso usata per incontri formali, ha pavimenti in mosaico e, in alcuni casi, lastre di marmo alle pareti. Oggi si notano tracce di lavori di ristrutturazione interrotti dall’eruzione.
La Villa B (Villa di Lucius Crassius Tertius)
A soli 300 metri dalla Villa di Poppea a Oplontis, si trova l’altra grande struttura di Oplontis, la Villa B, denominata anche “Villa di Lucius Crassius Tertius” dal nome del probabile proprietario emerso su un sigillo in bronzo. L’edificio aveva carattere “rustico” e commerciale, forse un horreum dove si immagazzinavano prodotti agricoli, in particolare vino e olio. Vi si sono rinvenute oltre cinquanta anfore capovolte, con un sistema per la resinatura interna.
Nella Villa B trovarono la morte almeno 54 persone che avevano cercato rifugio durante l’eruzione. Gli archeologi hanno scoperto con loro gioielli di grande pregio e una notevole quantità di monete. Attualmente la Villa B non è aperta al pubblico, ma durante i mesi estivi si organizzano visite speciali su prenotazione e a numero chiuso, in collaborazione con l’ Archeoclub di Torre Annunziata.
Come raggiungere e visitare l’area archeologica di Oplontis
- Ubicazione: Via dei Sepolcri, Torre Annunziata (NA)
- In navetta (Pompeii Artebus): Dalla vicina Pompei, è possibile prendere la Navetta 2 che collega Pompei a Torre Annunziata. Questa soluzione è comoda per chi ha già visitato gli scavi di Pompei e vuole proseguire alla scoperta di Oplontis.
Gli orari variano tra estate e inverno, generalmente con partenze dalle 9:30 fino alle 16:00 (in inverno) o alle 18:00 (in estate), con una pausa di un’ora nel primo pomeriggio. Ti consigliamo di consultare gli orari aggiornati sul sito ufficiale. - In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Torre Annunziata scavi).
- In treno (Circumvesuviana): Linea Napoli-Sorrento o Napoli-Poggiomarino, fermata Torre Annunziata.
- In autobus: Sono disponibili linee che transitano in prossimità del sito.

Informazioni pratiche per la visita
- Accesso: L’area visitabile copre circa 11.000 metri quadrati, con numerosi ambienti originali. L’ingresso principale si trova in Via dei Sepolcri.
- Orari:
- Orario dal 1 Aprile al 31 Ottobre:
Apertura: 9:00 – Ultimo Ingresso: 18:00 – Chiusura: 19:00 - Orario dal 1 Novembre al 31 Marzo
Apertura: 9:00 – Ultimo Ingresso: 16:00 – Chiusura: 17:00
- Orario dal 1 Aprile al 31 Ottobre:
- Biglietto Pompei Oplontis: Biglietto d’ingresso prioritario + audioguida per smartphone
- Bagagli: Non è consentito introdurre borse o zaini di dimensioni superiori a 30x30x15 cm.
- Visite guidate: Le visite sono gestite da guide autorizzate dalla Regione Campania; è possibile prenotare in loco o affidarsi a guide private.
- Aree picnic e ristoro: Non è consentito consumare pasti all’interno del sito né nei giardini. Si trovano aree di ristoro nei dintorni, nella città di Torre Annunziata.
- Presidio medico: Non presente; in caso di necessità, contattare il 118.
- Raccomandazioni: È vietato fumare, toccare o sedersi sulle strutture archeologiche. Si consiglia di indossare scarpe comode e di prestare attenzione alle superfici irregolari dei pavimenti antichi.

Consigli per completare la visita
Per approfondire le scoperte di Oplontis, è possibile recarsi al Museo dell’Identità di Torre Annunziata, dove sono esposti alcuni reperti provenienti dalle due ville. Inoltre, se il tempo lo permette, potresti abbinare l’escursione a una visita alle altre località vesuviane: Ercolano, Stabia o la stessa Pompei, ricche di testimonianze storiche e archeologiche di inestimabile valore.

Un’idea per chi desidera respirare a pieno l’atmosfera del passato è quella di organizzare la visita a metà pomeriggio: la luce del tramonto che filtra attraverso le colonne e i giardini affrescati conferisce a questi ambienti un fascino davvero unico.
Conclusione
L’area archeologica di Oplontis rappresenta un viaggio straordinario nella vita quotidiana e nel lusso della Roma antica. La Villa di Poppea a Oplontis, con i suoi affreschi, i mosaici, i viridaria e la piscina monumentale, testimonia il gusto raffinato delle élite romane e la loro predilezione per il “dolce far niente” delle ville sul mare. È un luogo che, pur essendo spesso messo in ombra dalla vicina Pompei, merita assolutamente di essere scoperto e apprezzato. Se hai voglia di comprendere meglio l’epoca imperiale e di immergerti nella suggestione di un’arte millenaria, una visita a Oplontis saprà sorprenderti e arricchire la tua esperienza.
FAQ sull’area archeologica di Oplontis e della Villa di Poppea
La visita alla Villa di Poppea può richiedere da 1 a 2 ore, a seconda del livello di approfondimento desiderato e dell’eventuale presenza di una guida turistica.
Non c’è certezza assoluta, ma un’iscrizione su un’anfora fa riferimento a un liberto o schiavo di Poppea. Ciò rende plausibile l’ipotesi che la villa appartenesse a lei o alla sua famiglia.
Al momento la Villa B non è generalmente aperta al pubblico, salvo aperture straordinarie. In estate, spesso il venerdì pomeriggio, sono previste visite con l’Archeoclub di Torre Annunziata, su prenotazione.
Sì. La navetta 2 “Pompeii Artebus” offre collegamenti rapidi tra gli scavi di Pompei e Oplontis, permettendoti di spostarti agevolmente da un sito all’altro.
Sì, il Museo dell’Identità di Torre Annunziata ospita diversi reperti provenienti dalla Villa di Poppea e dalla Villa B, inclusi gioielli e monete. È un ottimo completamento della visita per chi vuole approfondire l’aspetto storico e artistico.
In auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Torre Annunziata scavi)
In treno:
Circumvesuviana Napoli-Sorrento (fermata Torre Annunziata)
Circumvesuviana Napoli-Poggiomarino (fermata Torre Annunziata)
In bus:
Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Torre Annunziata scavi)




