Cosa vedere a Pompei

Visitare la Casa del Criptoportico a Pompei: cosa sapere e come arrivare

La Casa del Criptoportico a Pompei si trova lungo Via dell’Abbondanza, con un ingresso secondario su Vicolo del Menandro, in una zona piuttosto frequentata dell’antica città, non molto distante dal Foro. Deve la sua denominazione moderna alla presenza di un lussuoso passaggio sotterraneo, o “criptoportico”, che si sviluppa al di sotto dell’ampio giardino quadrangolare e che, in epoca romana, fungeva da luogo fresco e ombreggiato per passeggiate e momenti di ozio.

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Questa struttura, presente più di frequente nelle grandi ville di campagna, è invece abbastanza rara nelle abitazioni urbane di Pompei, il che sottolinea l’elevato status e la raffinatezza dei proprietari della casa.

Dove si trova?

Mappa di Pompei: Regio I – 5

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Origine e storia della Casa

Peristilio con colonne e giardino nella Casa del Criptoportico a Pompei

L’impianto originario della domus risale al III secolo a.C., ma subì numerose modifiche nel corso dei secoli successivi. Tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C., la Casa del Criptoportico a Pompei venne ampliata, fino a includere anche la vicina Casa del Sacello Iliaco, formando così un’unica grande proprietà dotata di un giardino sul retro e di un portico su tre lati. Successivamente, negli anni 40-30 a.C., il livello del giardino venne rialzato e i portici furono trasformati in un criptoportico seminterrato, con affaccio su Vicolo del Menandro. In questa fase furono aggiunti anche un piccolo complesso termale privato e un grande oecus (sala di soggiorno o da banchetto), decorati con ricchi affreschi di Secondo Stile.

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Il terremoto di Pompei del 62 d.C. segnò un momento cruciale per la casa. Fu allora che la proprietà venne di nuovo suddivisa: la parte che era stata unita alla Casa del Sacello Iliaco tornò a essere un’abitazione indipendente, mentre la Casa del Criptoportico a Pompei perse in parte la sua sontuosità, subendo modifiche strutturali che ne alterarono volumi e destinazioni d’uso. In particolare, il loggiato rivolto a mezzogiorno fu trasformato in una sala per banchetti, con la creazione di un triclinio in muratura, interamente ricoperto di intonaco rosso e decorato con raffigurazioni di piante e uccelli.

Nel 1914, durante gli scavi del giardino, furono ritrovati i resti di diverse vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., raccolti in gruppi di sei o dieci individui. Alcuni di questi scheletri vennero utilizzati per realizzare dei calchi, oggi visibili nella mostra “Rapiti alla morte”, allestita presso l’Anfiteatro di Pompei. Purtroppo, la casa subì anche danni durante il bombardamento del 1943, quando parte degli affreschi furono irrimediabilmente lesionati o distrutti.

Struttura e descrizione della domus

Giardino con siepi geometriche e colonnato nella Casa del Criptoportico a Pompei

La Casa del Criptoportico a Pompei si sviluppa su due livelli, collegati da scale che partono dal giardino e conducono, rispettivamente, al piano superiore (dove si trovava il triclinio estivo) e al piano inferiore (dove si dispiega il criptoportico, il complesso termale e l’oecus).

Piano superiore

Al livello superiore sono presenti gli ambienti di rappresentanza più luminosi, compresa la sala per banchetti (triclinio) realizzata dopo il terremoto del 62 d.C., dove i commensali potevano godere di una visuale sul giardino. Le pareti di questo triclinio sono rivestite di intonaco rosso acceso, animato lungo i lati da raffigurazioni di piante in fiore, uccelli e altri motivi ornamentali. Qui era probabilmente installato un sistema di copertura che poteva riparare dal sole o dal maltempo, permettendo di sfruttare l’ambiente durante buona parte dell’anno. A lato del triclinio si trovava la cucina (o ambiente di servizio), anch’essa raggiungibile dal loggiato.

Piano inferiore

Interno affrescato e larario nella Casa del Criptoportico a Pompei

Il piano inferiore della casa è ciò che la rende particolarmente celebre. Oltre al criptoportico, vi si trovano una serie di ambienti termali privati e un grande oecus (soggiorno o sala da banchetto invernale).

Criptoportico
Questo lussuoso corridoio sotterraneo a volta (a botte), decorato con stucchi e affreschi, corre su tre lati e in origine era molto ben illuminato da aperture superiori (finestre a bocca di lupo). Le pareti del criptoportico presentavano pregevoli affreschi di Secondo Stile, con un ciclo pittorico ispirato a scene dell’Iliade e, secondo alcune fonti, anche all’Etiopide. Sulle pareti si susseguivano erme dipinte, unite tra loro da festoni vegetali, mentre nella fascia superiore era presente un lungo fregio con episodi epici, raffiguranti eroi e divinità della guerra di Troia, identificati grazie a didascalie in greco. I personaggi più celebri, come Achille, Ettore o Enea, si susseguivano in una sorta di “rotolo illustrato” che circondava chi passeggiava all’interno di questo spazio.

Con il passare del tempo, a seguito delle ristrutturazioni post-terremoto, i lati orientale e occidentale del criptoportico furono murati e lo spazio fu parzialmente interrato per essere adibito a cantina (cella vinaria). Questa fase d’uso modificò l’aspetto originario dell’ambiente e contribuì a danneggiare in parte gli affreschi. Il bombardamento del 1943 lesionò ulteriormente alcune scene, ma fortunatamente molte di esse erano già state documentate fotograficamente.

Complesso termale privato
Di fronte alla scala che discende verso il criptoportico, si apre un piccolo complesso termale, uno dei pochi esempi di terme private esistenti a Pompei. Qui rimangono quattro ambienti, probabilmente corrispondenti alle funzioni tipiche delle terme romane (spogliatoio, frigidarium per i bagni freddi, tepidarium e calidarium). Le volte di questi ambienti erano originariamente impreziosite da stucchi di grande raffinatezza, con motivi architettonici e illusionistici, che conferivano profondità e prestigio all’insieme.

Oecus (soggiorno o sala da banchetto invernale)
Al termine del corridoio, in prossimità del settore orientale del criptoportico, si trova un grande ambiente, l’oecus. Le sue pareti erano abbellite da affreschi di Secondo Stile con rappresentazioni di cariatidi e pannelli mitologici, mentre il pavimento presentava un eccezionale mosaico, in parte decorato con temi dionisiaci. I quadretti con soggetti di satiri e menadi, oltre ad altre figure collegate al culto di Dioniso, richiamavano l’atmosfera festosa e conviviale che probabilmente caratterizzava gli eventi tenuti in questo ambiente.

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Decorazioni pittoriche di secondo stile

Mosaico e affreschi su fondo verde nella Casa del Criptoportico a Pompei

Uno dei tratti più affascinanti della Casa del Criptoportico a Pompei è la ricchissima decorazione pittorica di Secondo Stile (fine II secolo – metà I secolo a.C.). Questo stile si contraddistingue per il marcato illusionismo architettonico, che crea l’effetto di estendere visivamente lo spazio della stanza grazie a finte colonne, balaustre o vedute prospettiche.

Il criptoportico: La decorazione era organizzata lungo le pareti in modo “paratattico”, ovvero con una sequenza ripetuta di erme e pannelli. Le erme (figure a mezza busto) separavano i quadretti con scene epiche, generando un ritmo che invitava alla deambulazione. I festoni tra un’erma e l’altra sembravano agganciati dietro le figure, conferendo tridimensionalità all’insieme. La parte alta era occupata dal lungo fregio dedicato all’Iliade e ad altri poemi del ciclo troiano, mentre la fascia inferiore poteva presentare motivi geometrici o meandri prospettici.

Le terme: Alcuni ambienti termali mostrano decorazioni più complesse, con architetture finte dipinte e stucchi di grande finezza. È possibile che queste rappresentazioni volessero esaltare l’idea di lusso e benessere, accentuando la differenza tra la fresca ombra del criptoportico e il calore rigenerante delle terme.

L’oecus: La sala di soggiorno o banchetto invernale era arricchita da un mosaico di pregio e da affreschi con possibili riferimenti dionisiaci e mitologici (come Edipo e Laio, oppure Niobe e i suoi figli), spunti di dotte conversazioni da tenere tra gli ospiti durante i banchetti.

Vicende edilizie e modifiche

Atrio con colonne e impluvium nella Casa del Criptoportico a Pompei

Come molte altre domus di Pompei, la Casa del Criptoportico a Pompei ha attraversato numerose fasi di trasformazione, rispecchiando i gusti, le necessità e le disponibilità economiche dei vari proprietari.

Prima unificazione: Nel II secolo a.C., la casa si unì alla vicina Casa del Sacello Iliaco, ampliando i propri spazi interni e il giardino.

Realizzazione del criptoportico: Tra il 40 e il 30 a.C., il giardino venne rialzato e i portici furono trasformati in corridoi sotterranei, decorati con affreschi e stucchi. Si aggiunsero le terme e l’oecus.

Dopo il terremoto del 62 d.C.: La dimora tornò a essere separata dal Sacello Iliaco, il criptoportico venne in parte murato e trasformato in cantina, mentre al piano superiore fu allestito un grande triclinio estivo, con mura intonacate in rosso vivo.

La fine con l’eruzione: Nel 79 d.C., l’eruzione del Vesuvio seppellì la casa e i suoi abitanti. Alcuni dei corpi furono rinvenuti nel 1914, insieme a monili, chiavi e utensili vari.

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Scavi archeologici e restauri

Affresco decorativo con motivi floreali nella Casa del Criptoportico a Pompei

Le fasi di scavo più importanti per questa domus risalgono ai primi decenni del Novecento. Vittorio Spinazzola condusse ricerche e lavori tra il 1911 e il 1919, poi Amedeo Maiuri proseguì tra il 1927 e il 1929. La casa, posta nella Regio I, fu subito riconosciuta come un esempio rilevante di residenza lussuosa, grazie alla presenza del criptoportico e di un impianto termale privato. Nel 1914 avvenne la scoperta dei resti umani nel giardino, da cui furono creati alcuni calchi.

Purtroppo, durante la Seconda Guerra Mondiale, la zona fu colpita da bombe che danneggiarono molti affreschi. In tempi recenti si sono effettuati interventi di restauro, volti in particolare a stabilizzare e conservare i resti dei dipinti murali. Alcune parti degli affreschi, soprattutto quelli più deperiti, sono stati staccati per finalità conservative e sono oggi conservati in luoghi più protetti. In ogni caso, è ancora possibile ammirare in situ diversi tratti originali.

Elementi di pregio e ritrovamenti

Larario affrescato con busti nella Casa del Criptoportico a Pompei

Affreschi con scene dell’Iliade: Un autentico capolavoro della pittura pompeiana di Secondo Stile. Malgrado i danni, diverse scene restano visibili, testimoniando l’importanza che questi soggetti epici avevano nel contesto culturale romano.

Decorazioni in stucco: Soprattutto nelle volte (criptoportico e terme), si ritrovano raffigurazioni di corone, motivi floreali e figure geometriche, con uno stile delicato ed elegante.

Termopolio privato: Sebbene non si tratti di un vero e proprio thermopolium (bottega di cibi e bevande), la casa possedeva un complesso termale di dimensioni e ricercatezza notevoli, un privilegio riservato alle famiglie facoltose.

Reperti di vasellame e anfore: Le anfore rinvenute nel criptoportico (durante la sua trasformazione in cantina) attestano scambi commerciali con vari luoghi del Mediterraneo, come Libia, Tunisia, Grecia e Turchia, e testimoniano la ricchezza alimentare di cui godevano i proprietari.

Resti umani e calchi: Nel giardino furono trovate alcune vittime dell’eruzione, alcune delle quali risultano esposte in mostre temporanee. Oggetti personali (gioielli, monete, chiavi) sono stati scoperti in prossimità dei corpi, a prova del disperato tentativo di portare con sé beni di valore durante la fuga.

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Perché visitare la Casa del Criptoportico?

Visitare la Casa del Criptoportico a Pompei significa immergersi in un esempio di residenza urbana davvero peculiare, che unisce l’eleganza di un grande criptoportico (solitamente tipico delle ville rustiche o marittime) alla presenza di bagni privati e sale da banchetto finemente decorate. Il percorso sotterraneo, le finestre a bocca di lupo, i raffinati affreschi di Secondo Stile, i riferimenti all’Iliade e a vicende epiche e mitologiche rendono questa casa un luogo di grande suggestione. Nonostante i danni subiti nei secoli, il fascino della domus rimane inalterato, regalando al visitatore uno spaccato di vita aristocratica e di passione per l’arte e la cultura antica.Se stai organizzando la tua visita agli Scavi Archeologici di Pompei, aggiungi la Casa del Criptoportico a Pompei all’itinerario: scoprirai un ambiente unico e, insieme ad altri grandi complessi come la Casa del Menandro e la Casa del Citarista, potrai comprendere meglio come vivevano i ceti benestanti dell’epoca, tra lusso, convivialità e desiderio di stupire gli ospiti con opere d’arte e dettagli architettonici ricercati.

FAQ sulla Casa del Criptoportico a Pompei

Perché si chiama Casa del Criptoportico?

La dimora prende il nome dal suo passaggio sotterraneo, o criptoportico, un corridoio seminterrato ricco di affreschi che corre sotto il giardino. Questo elemento architettonico, raro nelle case urbane, garantiva ombra e frescura, oltre a conferire prestigio alla proprietà.

Che tipo di affreschi si trovano nel criptoportico?

Gli affreschi sono di Secondo Stile e raffigurano episodi dell’Iliade e dell’Etiopide, con eroi e divinità identificati da didascalie in greco. Erano organizzati in una sorta di sequenza narrativa, pensata per chi passeggiava lungo i corridoi.

Cosa rende speciale il complesso termale della Casa del Criptoportico?

È uno dei pochi esempi di terme private a Pompei. Presentava probabilmente vari ambienti (frigidarium, tepidarium, calidarium) e volte decorate in stucco. Aveva pavimenti e pareti a tema architettonico e illusionistico, a sottolineare il lusso di cui godevano i proprietari.

Chi abitava la Casa del Criptoportico?

Non conosciamo i nomi esatti dei proprietari, ma le dimensioni e le decorazioni della domus suggeriscono che appartenesse a una famiglia facoltosa, parte dell’élite locale. Il rinvenimento di numerosi reperti d’importazione (anfore, oggetti di pregio) indica rapporti commerciali e culturali estesi.

Cosa si può vedere oggi durante la visita della Casa del Criptoportico?

Pur avendo subìto danni nel tempo (eruzione del 79 d.C., bombardamenti del 1943), la casa conserva ancora parti del criptoportico con affreschi originali, la zona delle terme private e resti dell’oecus. Il piano superiore con il triclinio estivo e i vari passaggi interni consentono di comprendere l’evoluzione strutturale della domus e la vita quotidiana dei suoi abitanti.

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