Itinerari

Visitare gli Scavi di Pompei in un giorno: itinerario completo

Pompei è uno dei siti archeologici più affascinanti al mondo, e dedicare un’intera giornata alla sua esplorazione ti permetterà di immergerti completamente nella vita quotidiana dell’antica città romana.

Con sette ore a disposizione, potrai visitare non solo i luoghi simbolo, ma anche le aree meno battute, scoprendo affreschi straordinari, abitazioni aristocratiche e scorci suggestivi che raccontano storie di un tempo lontano.

Il nostro itinerario ti guiderà attraverso un percorso ben studiato che comprende il Foro, cuore politico ed economico della città, le Terme del Foro e la Basilica, senza tralasciare le case più sontuose, come la Casa del Fauno, la Casa dei Vettii e la Casa degli Amorini Dorati, con i loro spettacolari mosaici e decorazioni.

Passeggiando lungo la Via dell’Abbondanza, la principale arteria cittadina, potrai ammirare edifici pubblici e privati, fino a raggiungere il suggestivo Tempio di Iside e il Teatro Grande, con un’affascinante vista dall’affaccio panoramico.

L’itinerario include anche soste in luoghi di grande impatto emotivo, come la Fullonica di Stephanus, antica lavanderia cittadina, e il celebre Lupanare, testimonianza della vita quotidiana e dei costumi dell’epoca.

Proseguendo lungo i vicoli più suggestivi, scoprirai la Casa del Poeta Tragico, la Casa di Octavius Quartio, la Casa del Frutteto e molte altre dimore che rivelano il lusso e l’eleganza dei loro antichi abitanti.

Uno dei momenti più affascinanti della giornata sarà la visita alla Villa dei Misteri, una delle residenze più celebri dell’antichità, con i suoi straordinari affreschi dal significato enigmatico.

Qui potrai decidere se concludere la visita o proseguire verso l’Orto dei Fuggiaschi, un’area che conserva le impronte di chi tentò di sfuggire all’eruzione del Vesuvio.

Infine, raggiungendo la Necropoli di Porta Nocera, avrai modo di riflettere sulla storia e sul destino degli abitanti di Pompei prima di uscire dal sito archeologico.

Sette ore ti permetteranno di scoprire Pompei senza fretta, concedendoti il tempo di ammirare gli straordinari dettagli artistici e architettonici che rendono questa città unica al mondo.

Se desideri un’esperienza ancora più approfondita, potrai sempre tornare per esplorare ogni angolo nascosto di questo incredibile tesoro del passato.

Nota: ogni tappa del percorso consigliato è indicata tra parentesi con un numero romano seguito da un numero arabo, ad esempio (Regio VI – 1). Il numero romano, noto come Regio, rappresenta una delle suddivisioni ufficiali del sito archeologico degli Scavi di Pompei.

Ogni Regio corrisponde a una specifica area geografica o zona funzionale all’interno dell’antica città, come aree residenziali, commerciali, pubbliche o religiose.

Il numero arabo che segue la Regio identifica la posizione esatta del luogo all’interno di quella specifica area, secondo la mappa ufficiale degli Scavi Archeologici di Pompei.

Questo sistema di numerazione facilita l’orientamento e la navigazione tra le diverse attrazioni, permettendo ai visitatori di seguire il percorso in modo organizzato e informato, assicurando una visita efficiente.

Indice dei contenuti

Itinerario Consigliato per visitare Pompei in sette ore

La visita a Pompei con il nostro itinerario di sette ore inizia dall’ingresso in Piazza Anfiteatro.

Dopo l’accesso, proseguite lungo il Piazzale dell’Anfiteatro, dove sulla destra troverete l’Anfiteatro, nel quale potrete entrare per iniziare l’esplorazione.

Anfiteatro (Regio II – 5)

Visuale ravvicinata delle mura e gradinate dell'anfiteatro di Pompei.

L’Anfiteatro di Pompei, costruito intorno al 70 a.C., è il più antico anfiteatro romano esistente ed è ottimamente conservato.

Poteva ospitare fino a 20.000 spettatori, che assistevano a combattimenti tra gladiatori e spettacoli pubblici.

La sua struttura ellittica sfrutta il terreno naturale e presenta gradinate divise per ceto sociale, un’arena ampia e ingressi riservati per magistrati e combattenti.

Dopo il terremoto del 62 d.C. fu restaurato, ma nel 79 d.C. l’eruzione del Vesuvio lo seppellì. Oggi rappresenta una delle attrazioni più significative degli Scavi di Pompei.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/1asfZDbJM4Q14Qm67

Perché visitare l’Anfiteatro di Pompei?

  • È il più antico anfiteatro romano conservato, antecedente persino al Colosseo.
  • Offre una visione autentica della vita pubblica nell’antica Pompei.
  • Permette di immergersi nell’atmosfera degli spettacoli gladiatori e della società romana.
  • Costituisce un punto panoramico suggestivo, con il Vesuvio sullo sfondo.

Cosa ammirare nell’Anfiteatro di Pompei?

  • La Cavea: le gradinate suddivise in tre sezioni in base al ceto sociale.
  • L’Arena: il grande spazio centrale dove si svolgevano i combattimenti.
  • Gli ingressi monumentali: accessi riservati a magistrati e gladiatori.
  • Le tracce del Velarium: il tendone che proteggeva gli spettatori dal sole.
  • I graffiti e le iscrizioni: testimonianze lasciate dagli antichi pompeiani.
  • L’assenza di sotterranei: una differenza rispetto al Colosseo, che rivela una struttura più semplice e funzionale.
  • L’episodio storico del 59 d.C.: la famosa rissa tra pompeiani e nocerini, che portò alla chiusura dell’anfiteatro per dieci anni.

L’Anfiteatro è una tappa imprescindibile per chi visita Pompei, offrendo una prospettiva unica sulla spettacolarità e il valore sociale degli eventi pubblici dell’epoca.

Vuoi sapere di più sull’Anfiteatro? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Usciti dall’Anfiteatro, vi troverete in Piazzale dell’Anfiteatro. Di fronte a voi si estende la Palestra Grande: vi invitiamo a entrare per scoprirne la storia e l’architettura.

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Palestra Grande (Regio II – 6)

La Palestra Grande di Pompei, costruita alla fine del I secolo a.C., era il principale impianto ginnico della città e un punto di riferimento per i giovani associati ai collegia iuvenum voluti da Augusto.

Danneggiata dal terremoto del 62 d.C., fu restaurata ma non completata prima dell’eruzione del Vesuvio.

La struttura è caratterizzata da un vasto porticato con colonne, una grande piscina centrale e graffiti che raccontano storie di vita quotidiana.

Oggi è un luogo imperdibile per comprendere l’educazione fisica e la vita sociale nell’antica Pompei.

Perché visitare la Palestra Grande?

Questo spazio era il fulcro delle attività sportive e educative di Pompei, rappresentando un importante centro di socializzazione e allenamento fisico.

La sua vicinanza all’Anfiteatro ne fa un punto chiave per comprendere la vita pubblica romana e il legame tra sport, politica e società. Inoltre, le recenti scoperte archeologiche, tra cui gli affreschi e i calchi delle vittime dell’eruzione, aggiungono un ulteriore valore storico e culturale alla visita.

Cosa ammirare nella Palestra Grande?

  • Il vasto colonnato: Circonda l’area centrale e presenta colonne in laterizio rivestite di stucco bianco, con capitelli ionici decorati.
  • La piscina centrale: Misura 34 x 22 metri con un fondale inclinato, consentendo diverse profondità. Era utilizzata per il nuoto e altre attività ginniche.
  • I graffiti sulle pareti: Testimonianze di vita quotidiana, con messaggi politici, amorosi ed erotici, tra cui un’incisione su Venere.
  • Il Quadrato Magico: Un’iscrizione enigmatica (SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS) incisa su una colonna, simbolo ancora oggi di dibattito tra studiosi.
  • I calchi delle vittime dell’eruzione: Resti umani e oggetti personali rinvenuti all’interno della palestra e nei pressi del muro perimetrale, raccontano gli ultimi istanti degli abitanti di Pompei.

Uscendo sul Piazzale dell’Anfiteatro e proseguendo verso nord, troverete l’ingresso della Praedia di Giulia Felice.

Praedia di Giulia Felice (Regio II – 3)

Peristilio con colonne e giardino nei Praedia di Giulia Felice

La Praedia di Giulia Felice rappresenta un raro esempio di “villa urbana” a Pompei, con una struttura che unisce lusso e funzionalità.

Dopo il terremoto del 62 d.C., la proprietaria affittò parte della casa, incluse botteghe e bagni privati, per rispondere alla crisi abitativa.

L’abitazione, con il suo elegante giardino arricchito da un canale d’acqua (euripo), colonnati marmorei e un raffinato impianto termale, offre un’immersione nella vita di una donna d’affari dell’epoca romana.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/FgPPcGQGB8MTvEvM8

Perché visitare la Praedia di Giulia Felice

Questa villa permette di scoprire un aspetto inedito di Pompei: la capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali ed economici dopo il terremoto del 62 d.C. Giulia Felice fu una delle poche donne imprenditrici dell’epoca e la sua dimora mostra il connubio tra lusso e attività commerciale, testimoniando la vivacità economica della città.

Cosa ammirare nella Praedia di Giulia Felice

  • L’euripo, il suggestivo canale d’acqua che attraversa il giardino, circondato da un porticato con colonne quadrangolari rivestite in marmo.
  • Gli affreschi, con scene di vita quotidiana e mitologica, alcuni conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
  • L’impianto termale privato, reso pubblico dopo il terremoto, con bagni elegantemente decorati.
  • Il triclinio estivo, con letti in marmo e una fontana a cascata, luogo di banchetti e incontri.

Vuoi sapere di più sulla Praedia di Giulia Felice? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Usciti dalla Praedia di Giulia Felice, percorrete Via di Castricio verso ovest fino a raggiungere Vicolo di Giulia Felice sulla destra.

Dopo circa quaranta metri, entrate dall’apertura sulla sinistra per visitare la Casa della Venere in Conchiglia.

Casa della Venere in Conchiglia (Regio II – 2)

La Casa della Venere in Conchiglia è una lussuosa dimora di Pompei situata lungo Via dell’Abbondanza, riportata alla luce nel 1952.

Deve il suo nome al celebre affresco della dea Venere, raffigurata distesa su una conchiglia bianca trasportata dalle onde, circondata da amorini e simboli naturali.

L’ambiente più suggestivo della casa è il peristilio, ornato da colonne dipinte e da affreschi che richiamano un giardino rigoglioso.

La dimora, probabilmente appartenuta alla famiglia Satrii, rappresenta un perfetto esempio di casa aristocratica romana con spazi raffinati e un’imponente decorazione pittorica.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/a9W9obTPm6oaqJfW9

Perché visitare la Casa della Venere in Conchiglia?

La Casa della Venere in Conchiglia è un capolavoro dell’arte pompeiana, con uno degli affreschi più iconici dell’intero sito archeologico.

La raffigurazione di Venere, protettrice di Pompei, non solo testimonia il culto della dea nella città, ma offre anche un’idea della raffinatezza estetica e simbolica delle abitazioni aristocratiche dell’epoca.

La disposizione della casa, con il giardino e le decorazioni ispirate alla natura e al mito, permette di immergersi nella vita quotidiana di una famiglia benestante di Pompei prima dell’eruzione.

Cosa ammirare nella Casa della Venere in Conchiglia?

  • L’affresco della Venere in Conchiglia, dove la dea è rappresentata su una conchiglia bianca, circondata da amorini e da un paesaggio marino.
  • Il peristilio colonnato, decorato con pitture di giardini, fontane e alberi, che crea un effetto di continuità tra interno ed esterno.
  • Gli affreschi di Marte e della fontana con uccelli, che incorniciano la scena centrale e rafforzano il legame con la natura e la mitologia.
  • L’architettura della casa, con l’atrio, il tablino e il triclinio, che raccontano la vita sociale e privata dei suoi abitanti.

Usciti dalla Casa della Venere in Conchiglia, proseguite verso ovest lungo Via dell’Abbondanza per circa venti metri, quindi entrate sulla sinistra per visitare la Casa di Octavius Quartio.

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Casa di Octavius Quartio (Regio II – 1)

Giardino interno con aiuola nella Casa di Octavius Quartio a Pompei

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/D3N2F3WqRz3ZrYS46

La Casa di Octavius Quartio, situata lungo Via dell’Abbondanza, è una delle dimore più affascinanti di Pompei.

Presenta un ampio giardino con un suggestivo canale a forma di “T”, probabilmente utilizzato per riti ispirati al culto di Iside.

Gli ambienti interni sono decorati con affreschi raffinati di IV stile, tra cui scene mitologiche di Narciso, Piramo e Tisbe.

Un sigillo in bronzo ha permesso di identificare il proprietario come Decimus Octavius Quartio.

La casa offre un raro esempio di fusione tra elementi romani ed egizi, testimoniando la diffusione del culto isiaco a Pompei.

Perché visitare la Casa di Octavius Quartio?

Questa dimora permette di immergersi nell’atmosfera sofisticata e multiculturale di Pompei.

Il suo vasto giardino, il canale che richiama la piena del Nilo e le numerose statuette egizie riflettono l’influenza della religione isiaca nella città romana.

Inoltre, i suoi affreschi raffinati raccontano miti legati all’amore e alla metamorfosi, offrendo una testimonianza artistica di altissimo livello.

Cosa ammirare nella Casa di Octavius Quartio?

  • Il giardino monumentale, con un lungo canale artificiale a forma di “T”, simbolo di fertilità e legato al culto egizio.
  • Gli affreschi mitologici, tra cui quelli di Narciso alla fonte e del suicidio di Piramo e Tisbe, ispirati alla letteratura classica.
  • Le decorazioni a tema troiano, con Ercole e la spedizione contro Laomedonte.
  • Le influenze egizie, evidenti nelle statuette di divinità come Iside e nelle pitture di sacerdoti isiaci.
  • L’edicola sacra e il ninfeo, da cui originava il canale, un luogo destinato ai riti religiosi e ai banchetti all’aperto.

Questa casa è un vero gioiello dell’archeologia pompeiana, che unisce arte, architettura e spiritualità in un unico straordinario spazio.

Uscite su Via dell’Abbondanza e proseguite verso ovest per circa 180 metri. L’ingresso alla Casa del Frutteto si trova sulla sinistra.

Casa del Frutteto (Regio I – 13)

Atrio della Casa del Frutteto a Pompei con impluvium e colonne in pietra

La Casa del Frutteto, nota anche come Casa dei Cubicoli Floreali o Casa di Euplia, è una piccola ma affascinante domus di Pompei, celebre per i suoi straordinari affreschi di giardini.

A differenza di altre residenze, qui la pittura di giardino non è nelle sale di rappresentanza ma nei cubicoli privati, creando un’atmosfera immersiva.

Le decorazioni raffigurano piante, uccelli e motivi egittizzanti, suggerendo una possibile devozione alla dea Iside. Il giardino, sia reale che dipinto, amplifica il senso di spazio e armonia.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/eKMYBjS2RkWsnLZF8

Perché visitare la Casa del Frutteto?

Questa domus offre un raro esempio di pittura di giardino applicata agli spazi privati, trasportando il visitatore in un mondo di colori e natura.

La presenza di elementi egittizzanti aggiunge un tocco esotico e mistico, rendendola unica rispetto ad altre abitazioni di Pompei. La casa è perfetta per chi è affascinato dall’arte, dalla botanica e dai culti religiosi antichi.

Cosa ammirare nella Casa del Frutteto?

  • Affreschi di giardino nei cubicoli, con piante come limoni, alloro e corbezzoli, oltre a uccelli in volo.
  • Il simbolismo egizio, con raffigurazioni di Iside, Dioniso e statue egizie immerse nella vegetazione.
  • Il cubicolo nero, che presenta decorazioni legate al culto isiaco e un’immagine di Dioniso su una pantera.
  • Il triclinium dipinto su fondo nero, con scene mitologiche e architetture immaginarie.
  • Il giardino reale, con un triclinio estivo, spazio verde che amplifica l’atmosfera rilassante della dimora.

Uscite su Via dell’Abbondanza e proseguite verso ovest per circa 70 metri. Svoltate a sinistra nel Vicolo dell’Efebo e, dopo una quarantina di metri, entrate sulla destra nella Casa dell’Efebo.

Casa dell’Efebo (Regio I – 9)

Interno affrescato con pavimento in opus sectile nella Casa dell’Efebo a Pompei

La Casa dell’Efebo, situata in una traversa di Via dell’Abbondanza, è una delle dimore più lussuose di Pompei. Il suo nome deriva dalla statua di un efebo in bronzo ritrovata nel giardino.

La casa, appartenuta a Publio Cornelio Tegeste, un mercante arricchitosi con il commercio, è il risultato della fusione di più abitazioni.

Presenta ambienti decorati in quarto stile, con affreschi raffinati e un vasto giardino con fontane e un divano in muratura.

Tra i ritrovamenti, oggetti di pregio e suppellettili artistiche dimostrano il gusto del proprietario per l’arte.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/UX1GuJkyhPuqenBo9

Perché visitare la Casa dell’Efebo?

Questa dimora permette di comprendere il lusso e il livello di raffinatezza artistica raggiunto dalle élite pompeiane.

Gli ambienti, le decorazioni e gli oggetti ritrovati testimoniano la vita di un mercante benestante, offrendo uno spaccato unico della società pompeiana prima dell’eruzione del Vesuvio.

Cosa ammirare nella Casa dell’Efebo?

  • Affreschi raffinati: Scene mitologiche e nature morte decorano le pareti con grande eleganza.
  • Statua dell’Efebo: Un capolavoro bronzeo che fungeva da lampada, oggi conservato al Museo Archeologico di Napoli.
  • Giardino con fontana: Un’area scenografica con decorazioni nilotiche e un divano in muratura, luogo di ristoro e intrattenimento.
  • Ambienti di lusso: Triclini decorati, bagni con acqua calda e oggetti di pregio ritrovati nelle stanze.

Questa casa rappresenta un autentico gioiello di Pompei, testimoniando il gusto estetico e il benessere economico della sua epoca.

Vuoi saperne di più sulla Casa dell’Efebo? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Uscite su Vicolo dell’Efebo e proseguite verso sud fino a raggiungere Via di Castricio.

Svoltate a destra e percorretela per pochi metri, fino all’incrocio con Vicolo di Paquius Proculus. Continuate lungo questo vicolo per circa cinquanta metri, fino a trovare l’ingresso della Casa di Paquius Proculus sulla destra.

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Casa di Paquius Proculus (Regio I – 8)

Mosaico del cane nero nella Casa di Paquius Proculus a Pompei

La Casa di Paquius Proculus, situata su Via dell’Abbondanza, è una delle abitazioni più rappresentative della borghesia pompeiana.

Risalente al II secolo a.C., si distingue per il suo straordinario mosaico pavimentale, tra i più estesi e meglio conservati di Pompei, che raffigura animali simbolici.

L’abitazione presenta un peristilio con giardino, una vasca marmorea e affreschi decorativi, tra cui una scena nilotica nel triclinio.

Attribuita al duoviro Paquius Proculus, in realtà la celebre raffigurazione della coppia pompeiana potrebbe invece ritrarre Terentius Neo e sua moglie.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/iCAhSQ4YKmx7phDW8

Perché visitare la Casa di Paquius Proculus?

Questa dimora offre una finestra sulla vita sociale ed economica della classe media pompeiana.

Il suo sontuoso mosaico, gli affreschi raffinati e la perfetta organizzazione degli spazi mostrano il desiderio di status e ricchezza di una famiglia benestante.

Inoltre, la connessione con la famosa immagine della coppia pompeiana rende la visita ancora più suggestiva.

Cosa ammirare nella Casa di Paquius Proculus?

  • Il mosaico del cane alla catena, un monito contro i ladri, situato all’ingresso.
  • Il pavimento dell’atrio, decorato con figure geometriche e animali simbolici.
  • Il peristilio con giardino, con una vasca marmorea e colonne che sorreggevano un pergolato.
  • Gli affreschi del triclinio, in particolare la suggestiva scena nilotica con Pigmei intenti a pescare.
  • L’iconica raffigurazione della coppia pompeiana, conservata al Museo Archeologico di Napoli, che offre un affascinante sguardo sulla società pompeiana del I secolo d.C.

Usciti su Vicolo di Paquius Proculus, girate a destra e proseguite verso sud.

All’incrocio con Via di Castricio, troverete sulla destra l’ingresso della Casa del Menandro, che vi invitiamo a visitare.

Casa del Menandro (Regio I – 7)

La Casa del Menandro è una sontuosa domus pompeiana di circa 1800 m², un esempio perfetto di residenza appartenente a una famiglia benestante dell’antica Pompei.

Scavata tra il 1926 e il 1932, la casa prende il nome da un affresco raffigurante il poeta greco Menandro.

L’abitazione ha subito diverse modifiche nel tempo, con l’aggiunta di un peristilio e di terme private.

Particolarmente significativo è il ritrovamento di un “tesoro” di oggetti in argento e monete, nascosto durante i restauri prima dell’eruzione del Vesuvio.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/QYgCpTMt186otZEn7

Perché visitare la Casa del Menandro

La Casa del Menandro è una delle domus meglio conservate di Pompei e permette di comprendere la vita quotidiana dell’élite romana.

L’eleganza delle decorazioni e la presenza di terme private testimoniano il lusso e il prestigio di questa abitazione, offrendo una finestra unica sulla società pompeiana.

Cosa ammirare nella Casa del Menandro

  • L’atrio: uno degli ambienti più antichi della casa, costruito intorno al 250 a.C.
  • Il peristilio: un ampio cortile porticato aggiunto in epoca augustea.
  • Le pitture del quarto stile: tra cui l’affresco di Menandro, che dà il nome alla domus.
  • Il mosaico del calidarium: con una raffigurazione di acanto circondato da pesci e delfini.

Terminata la visita alla Casa del Menandro, uscite su Vicolo del Menandro in direzione nord.

Di fronte a voi troverete l’ingresso della Casa del Criptoportico.

Casa del Criptoportico (Regio I – 5)

Peristilio con colonne e giardino nella Casa del Criptoportico a Pompei

La Casa del Criptoportico, situata in una zona centrale di Pompei, è una residenza di lusso costruita su due livelli, caratterizzata dalla presenza di un elegante criptoportico con affreschi ispirati all’Iliade, un complesso termale privato e un ampio oecus con decorazioni dionisiache.

L’abitazione, originariamente annessa alla Casa del Sacello Iliaco, venne separata dopo il terremoto del 62 d.C. e subì importanti trasformazioni.

Nel 1914 furono ritrovati i resti di diverse vittime dell’eruzione. La domus è un raro esempio di residenza urbana dotata di strutture tipiche delle ville suburbane.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/9Y3ERApJd8WZWhJt5

Perché visitare la Casa del Criptoportico?

La Casa del Criptoportico è un’eccezionale testimonianza della ricchezza e del gusto estetico dei suoi proprietari.

La presenza di un criptoportico decorato con scene mitologiche e un complesso termale privato la rende unica tra le domus pompeiane.

Inoltre, visitandola, si può comprendere come la vita dei suoi abitanti fu drammaticamente interrotta dall’eruzione del Vesuvio, testimoniata dai calchi delle vittime ritrovati nel giardino.

Cosa ammirare nella Casa del Criptoportico?

  • Il criptoportico: un elegante corridoio sotterraneo decorato con affreschi che raffigurano scene tratte dall’Iliade, testimonianza dell’alta cultura della famiglia.
  • Le terme private: rare nelle case urbane di Pompei, presentano affreschi di Secondo Stile e raffinati mosaici.
  • L’oecus con mosaico: una grande sala di soggiorno con decorazioni ispirate al mondo dionisiaco.
  • Il triclinio estivo: una sala da banchetto con pareti dipinte di rosso e motivi vegetali.

Vuoi saperne di più sulla Casa del Criptoportico? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Uscite su Vicolo del Menandro e proseguite verso ovest per circa venti metri fino a raggiungere Vicolo del Citarista, dove svolterete a destra.

Continuate lungo il vicolo fino a sbucare su Via dell’Abbondanza e girate nuovamente a destra.

Dopo circa trenta metri, troverete sulla destra l’ingresso della Fullonica di Stephanus.

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Fullonica di Stephanus (Regio I – 3)

Sala affrescata con decorazioni in Terzo stile pompeiano nella Fullonica di Stephanus a Pompei

La Fullonica di Stephanus è una lavanderia di epoca romana situata su Via dell’Abbondanza a Pompei.

Ricavata dalla trasformazione di un’abitazione poco prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., è la meglio conservata tra le fulloniche ritrovate nella città.

L’edificio era dotato di vasche per il lavaggio dei tessuti, un tetto piano per l’asciugatura e un torchio per la stiratura.

Al suo interno furono ritrovati un corpo e una somma di denaro, forse appartenenti al proprietario Stephanus.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/EoZteoLWRwU2SuSp8

Perché visitare la Fullonica di Stephanus

La fullonica offre uno spaccato unico sulle tecniche di lavorazione e pulizia dei tessuti nell’antica Pompei.

Permette di comprendere come funzionavano le attività commerciali e l’importanza delle lavanderie nell’economia della città.

Cosa ammirare nella Fullonica di Stephanus

  • Le vasche comunicanti e i bacini pestatoi per il lavaggio dei tessuti.
  • Il torchio per la stiratura dei panni.
  • L’atrio con il vecchio impluvium trasformato in vasca di lavoro.
  • Le decorazioni in quarto stile con figure femminili alate che rappresentano le Stagioni.
  • La cucina con vasellame e strumenti ritrovati durante gli scavi.
  • Il giardino con il peristilio riadattato per l’asciugatura dei panni.

Terminata la visita alla Fullonica di Stephanus, uscite su Via dell’Abbondanza e proseguite verso ovest.

Dopo circa cento metri, svoltate a sinistra su Via Stabiana e continuate fino a incontrare, sulla destra, Via del Tempio di Iside.

Percorretela per circa trenta metri fino a raggiungere, sulla sinistra, l’ingresso del Tempio di Iside.

Tempio di Iside (Regio VIII – 14)

Vista dell’area sacra del Tempio di Iside a Pompei con colonne in mattoni e struttura centrale

Il Tempio di Iside a Pompei è uno degli edifici più affascinanti della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C.

Costruito nel II secolo a.C. e ricostruito dopo il terremoto del 62 d.C., era un centro di culto dedicato alla dea egizia Iside, molto venerata nell’antichità.

Oltre alla struttura principale con la cella del tempio, il complesso includeva altari sacrificali, un’edicola per l’acqua sacra e un’area per banchetti rituali.

Riccamente decorato con affreschi e rilievi a tema egizio, è stato uno dei primi edifici scavati a Pompei nel XVIII secolo, suscitando grande interesse in tutta Europa.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/J3zJ4T24m2XYcYkNA

Perché visitare il Tempio di Iside?

Il Tempio di Iside offre un raro esempio del sincretismo religioso tra la cultura romana ed egizia, testimoniando la diffusione dei culti orientali a Pompei.

La sua eccellente conservazione permette di apprezzare l’arte sacra dell’epoca, mentre la sua storia è legata a figure celebri come Mozart, che vi trasse ispirazione per Il Flauto Magico.

Cosa ammirare nel Tempio di Iside?

  • L’architettura: un tempio su alto podio con cella centrale, preceduto da un pronao e da un cortile porticato.
  • Gli affreschi nilotici: decorazioni che rievocano l’Egitto, con immagini di sacerdoti, paesaggi esotici e battaglie navali.
  • L’edicola dell’acqua sacra: utilizzata per riti purificatori, con raffigurazioni di Arpocrate e sacerdotesse egizie.
  • L’ekklesiasterion: l’ambiente per le riunioni e i banchetti sacri, con pavimenti in mosaico e affreschi di santuari egizi.
  • L’altare sacrificale: dove furono ritrovati resti di sacrifici, testimonianza delle cerimonie religiose dell’epoca.

Usciti nuovamente su Via del Tempio di Iside, proseguite verso ovest per circa sessanta metri fino a raggiungere, sulla sinistra, l’ingresso del Foro Triangolare.

Il Foro Triangolare (Regio VIII – 8)

Veduta ampia del Foro Triangolare di Pompei con colonne, muro di cinta e alberi ombrosi

Il Foro Triangolare di Pompei è una piazza monumentale di epoca romana, situata nella parte meridionale della città.

Costruito nel II secolo a.C., era destinato alle corse equestri e come luogo di ritrovo prima degli spettacoli nei vicini teatri.

Circondato su tre lati da un colonnato dorico, presenta un ingresso monumentale con propileo ionico e ospita importanti strutture sacre, come il Tempio Dorico e un thòlos costruito attorno a un pozzo sacro.

Il Foro offriva anche viste panoramiche ed era collegato al Teatro Grande, all’Odeion e alla Palestra Sannitica.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/UE4BT6Qg5F8z5CfdA

Perché visitare il Foro Triangolare

Il Foro Triangolare rappresenta uno dei complessi più suggestivi di Pompei, sia per la sua posizione panoramica, sia per l’importanza religiosa e sociale che rivestiva nella città antica.

Permette di comprendere l’organizzazione urbanistica e il legame tra spazi sacri e luoghi di intrattenimento.

Inoltre, è uno dei rari esempi di fori con pianta non rettangolare, offrendo un’interessante variazione rispetto alla tipica architettura romana.

Cosa ammirare nel Foro Triangolare

  • Il colonnato dorico che circonda la piazza su tre lati, con le sue 95 colonne longilinee.
  • Il propileo d’ingresso, con sei colonne ioniche e una doppia porta.
  • Il Tempio Dorico, un importante edificio sacro, probabilmente dedicato ad Atena o Ercole.
  • Il thòlos, costruito attorno a un pozzo sacro, con un tetto conico sostenuto da sette colonne doriche.
  • I tre altari in tufo, utilizzati per sacrifici e cerimonie religiose.
  • La meridiana romana, testimone dell’avanzata conoscenza astronomica dell’epoca.
  • Le aperture sul lato est, che collegavano il Foro ai teatri e alla Palestra Sannitica.

Il Foro Triangolare è una tappa imperdibile per chi vuole scoprire la vita pubblica e religiosa di Pompei in un contesto architettonico unico e affascinante.

Dal Foro Triangolare potrete godere di una splendida vista sul Teatro Grande, affiancato dall’Odeion (Teatro Piccolo) e, poco più in là, sulla destra, dal Quadriportico dei Teatri.

Di seguito troverete le schede descrittive di questi tre luoghi.

Tuttavia, il nostro itinerario non prevede una visita approfondita di ciascuno, ma se desiderate prolungare il percorso, potrete comunque esplorarli.

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Teatro Grande (Regio VIII – 10)

Teatro Grande di Pompei con cavea vuota e scena centrale

Il Teatro Grande di Pompei è una delle strutture più impressionanti dell’antica città, testimone della vivace vita culturale pompeiana.

Costruito in epoca sannitica e ampliato dai Romani, il teatro poteva ospitare fino a 5.000 spettatori, dimostrando l’importanza dell’intrattenimento e della socialità nella società antica.

Qui si svolgevano rappresentazioni di commedie, tragedie e mimi, attirando cittadini di ogni classe sociale.

Oggi il Teatro Grande è un luogo affascinante, dove si può ancora percepire l’atmosfera degli spettacoli di duemila anni fa.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/zouDe2ULNk5SSx8eA

Perché visitare il Teatro Grande di Pompei

Visitare il Teatro Grande permette di immergersi nella cultura e nella vita sociale dell’antica Pompei, comprendendo il ruolo fondamentale che il teatro aveva per la comunità.

La grandezza dell’edificio e la sua capacità di accogliere un pubblico numeroso mostrano l’importanza delle rappresentazioni nella vita quotidiana, trasformando il teatro in un punto d’incontro per la città.

Cosa ammirare nel Teatro Grande di Pompei

  • Le gradinate semicircolari, disposte in modo da garantire un’ottima visuale agli spettatori.
  • L’acustica eccezionale, ancora oggi sperimentabile parlando dal centro della scena.
  • L’architettura romana, con la cavea suddivisa in settori per le diverse classi sociali.
  • La suggestione storica, sedendosi sugli spalti e immaginando gli antichi spettacoli che animavano la città.

Un’esperienza imperdibile per comprendere il fascino e la vivacità della Pompei di duemila anni fa.

Odeion o Teatro Piccolo (Regio VIII – 12)

Visione delll'interno del Teatro Piccolo Odeion a Pompei

Il Teatro Piccolo, noto anche come Odeion, è una struttura teatrale di epoca romana, costruita tra l’80 e il 75 a.C. grazie al finanziamento di due magistrati romani.

Questo piccolo teatro coperto era destinato a spettacoli musicali e declamazioni di poesie, offrendo un’acustica eccellente grazie alla sua architettura.

Con una capacità di circa 1.300 spettatori, il teatro presenta decorazioni in marmo e affreschi in secondo stile.

Riportato alla luce nel XIX secolo, rappresenta un’importante testimonianza della vita culturale di Pompei.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/bg85xqLf7rcunNfK7

Perché visitare il Teatro Piccolo di Pompei

Il Teatro Piccolo è un luogo perfetto per scoprire il lato più intimo e raffinato dell’intrattenimento pompeiano, riservato a spettacoli che richiedevano un’acustica eccezionale, come concerti e recitazioni.

La struttura conserva ancora dettagli architettonici e decorativi che permettono di immaginare l’atmosfera di questi eventi esclusivi.

Cosa ammirare nel Teatro Piccolo di Pompei

  • L’orchestra in marmo colorato, donata in epoca augustea.
  • I telamoni inginocchiati in tufo, elementi scultorei tipici dell’arte ellenistica.
  • Le gradinate in tufo con cavità posteriori, pensate per il massimo comfort degli spettatori.
  • La raffinata acustica, che rendeva il teatro ideale per spettacoli musicali e declamazioni.
  • Le balaustre decorate con zampe di grifo alate, simboli di potenza e protezione.

Un piccolo gioiello di Pompei che offre un’esperienza immersiva nella cultura teatrale romana.

Vuoi saperne di più sul Teatro Grande e l’Odeion? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Quadriportico dei Teatri (Regio VIII – 11)

Vista del Quadriportico dei Teatri a Pompei con portici e area verde

Il Quadriportico dei Teatri, noto anche come Caserma dei Gladiatori, è un’imponente struttura di epoca romana situata a Pompei.

Inizialmente costruito nel I secolo a.C. come foyer per gli spettatori dei teatri, divenne una scuola per gladiatori dopo il terremoto del 62 d.C.

Tuttavia, l’eruzione del Vesuvio nel 79 lo seppellì prima che i lavori di ristrutturazione fossero completati.

Gli scavi borbonici hanno riportato alla luce questa affascinante testimonianza dell’arte gladiatoria, dove furono rinvenuti elmi, spade decorate e scheletri di combattenti.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/vG96NYB1Nrt8vcHf8

Perché visitare il Quadriportico dei Teatri

Il Quadriportico dei Teatri offre un’interessante prospettiva su due aspetti cruciali della società pompeiana: lo spettacolo teatrale e l’addestramento gladiatorio.

Questo spazio rappresenta un’evoluzione nell’uso degli edifici pubblici, trasformandosi da luogo di ritrovo per gli spettatori a una vera e propria caserma per gladiatori.

Cosa ammirare nel Quadriportico dei Teatri

  • Il colonnato dorico con 74 colonne in tufo, che delimita il grande cortile centrale.
  • Le stanze dei gladiatori, piccole celle costruite dopo il terremoto del 62 d.C.
  • L’architettura originaria del quadriportico, con i suoi accessi ai teatri e la scalinata che conduceva al Foro Triangolare.

Dal Foro Triangolare imboccate Via dei Teatri e scendete verso sud, poi svoltate a destra in Vicolo della Regina.

Proseguite per 100 metri fino all’incrocio con Vicolo dei Dodici Dei, quindi girate a sinistra e continuate su Vicolo della Regina.

Dopo sessanta metri svoltate a destra in Via delle Scuole e, dopo pochi metri, troverete sulla sinistra l’ingresso della Casa dei Mosaici Geometrici.

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Casa dei Mosaici Geometrici (VIII – 5)

Mosaico pavimentale a motivo reticolato in bianco e nero nella Casa dei Mosaici Geometrici a Pompei

La Casa dei Mosaici Geometrici è una delle domus più grandi di Pompei, con oltre 60 ambienti disposti su terrazze panoramiche affacciate sulla Valle del Sarno.

Risalente al II secolo a.C., la casa è il risultato della fusione di due abitazioni preesistenti, arricchite con un grande peristilio e un giardino porticato. Deve il suo nome ai pregevoli mosaici in bianco e nero che decorano i pavimenti con motivi geometrici.

Dopo importanti restauri, la domus è stata riaperta al pubblico nel 2016 nell’ambito del Grande Progetto Pompei.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/GqgD2qZNdGnTanxn9

Perché visitare la Casa dei Mosaici Geometrici

Visitare la Casa dei Mosaici Geometrici permette di scoprire una delle dimore più sontuose di Pompei, espressione del lusso e del potere dell’aristocrazia cittadina.

La sua posizione panoramica e la straordinaria decorazione pavimentale offrono un’esperienza unica per comprendere l’evoluzione dell’architettura domestica romana.

Cosa ammirare nella Casa dei Mosaici Geometrici

  • Mosaici geometrici con motivi a labirinto e a scacchiera in tessere bianche e nere.
  • Struttura scenografica con terrazze su più livelli affacciate sulla Valle del Sarno.
  • Atrio monumentale con impluvium e accesso al tablino e al grande peristilio.
  • Giardino porticato, realizzato con l’ampliamento della casa in epoca successiva.
  • Vista sulla cinta muraria e sul Foro, che testimonia la posizione privilegiata della domus.

Uscite dalla Casa dei Mosaici Geometrici su Via delle Scuole e risalitela verso nord per circa sessanta metri.

Raggiunto il Foro, svoltate a sinistra: qui potrete visitare gli Edifici Municipali.

Edifici Municipali (Regio VIII – 3)

Antico comitium e resti degli edifici municipali di Pompei con pavimentazione in marmo

Gli Edifici Municipali di Pompei, situati sul lato meridionale del Foro, ospitavano gli organi amministrativi della città.

Si tratta di tre strutture molto simili, destinate rispettivamente alla Curia, sede dei decurioni (una sorta di consiglieri comunali), alla sede dei duoviri, i massimi rappresentanti della città (paragonabili ai sindaci), e alla sede degli edili, responsabili della manutenzione urbana e dei servizi pubblici.

Sebbene la funzione generale degli edifici sia chiara, vi sono ancora incertezze sulla loro precisa destinazione.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/Y2jvWjKgPjnzXD1P9

Perché visitare gli Edifici municipali

Visitare gli edifici municipali di Pompei permette di comprendere l’organizzazione politica e amministrativa della città romana.

Questi edifici raccontano il funzionamento della vita pubblica e mostrano il ruolo centrale del Foro come centro decisionale della comunità.

Cosa ammirare negli Edifici municipali

  • Il pavimento in marmo della Curia, ancora visibile, e le nicchie che ospitavano statue onorarie.
  • Il podio nella sede dei duoviri, dove venivano custoditi gli archivi amministrativi.
  • L’architettura simmetrica delle tre strutture, che riflette l’ordine e l’organizzazione della città romana.
  • La posizione centrale nel Foro, che evidenzia l’importanza politica e amministrativa di questi edifici.

Proseguite verso ovest e imboccate il Vicolo di Championnet. Dopo pochi passi, troverete l’ingresso della Casa di Championnet.

Casa di Championnet (Regio VIII – 4)

Rovine con colonne in mattoni nella Casa di Championnet a Pompei sotto un cielo sereno

La Casa di Championnet è un complesso residenziale di lusso situato a sud del Foro di Pompei.

Caratterizzato da terrazze panoramiche affacciate sul golfo e da una struttura articolata su più livelli, il quartiere era abitato da ricchi aristocratici pompeiani.

Recentemente restaurato grazie al Grande Progetto Pompei, include oltre 60 ambienti, con cucine, un panificio, un impianto termale privato e splendidi mosaici protetti da innovative coperture.

Il percorso espositivo permette di esplorare anche la vicina Casa del Marinaio, nota per il suo mosaico navale.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/J3iCei5i4N3MsWpS8

Perché visitare la Casa di Championnet

Questo quartiere residenziale permette di comprendere lo stile di vita dell’aristocrazia pompeiana, con dimore sontuose e una posizione privilegiata.

L’apertura recente e il restauro accurato offrono un’occasione unica per esplorare un’area a lungo interdetta al pubblico.

Cosa ammirare nella Casa di Championnet

  • Le terrazze panoramiche con vista sul golfo di Napoli
  • Gli ambienti sotterranei, tra cui una cucina e un panificio
  • I mosaici geometrici, protetti da moderne coperture
  • La Casa del Marinaio, con il mosaico raffigurante navi e un impianto termale privato
  • Il Cortile delle Murene, con una grande vasca per piscicoltura
  • I reperti esposti, tra cui anfore, utensili da cucina e frammenti di affreschi

Uscendo di nuovo su Vicolo di Championnet, troverete a nord l’ingresso per visitare la Basilica.

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Basilica (Regio VIII – 2)

Colonne e resti della Basilica romana a Pompei

La Basilica di Pompei, costruita tra il 130 e il 120 a.C., è uno dei più importanti edifici pubblici della città.

Situata nell’angolo sud-occidentale del Foro, era un centro per le funzioni giuridiche e commerciali.

La sua imponente struttura, caratterizzata da una navata centrale con colonne ioniche e un tribunal, la rende uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura romana.

Sepolta dall’eruzione del 79 d.C., fu riportata alla luce nel XIX secolo e oggi rappresenta una tappa fondamentale per chi visita gli scavi.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/sBhRCE39zP2MATGn7

Perché visitare la Basilica

La Basilica di Pompei permette di comprendere l’organizzazione della vita pubblica e politica della città romana.

Qui si svolgevano processi e attività commerciali, offrendo uno spazio sicuro e coperto per i cittadini.

La sua maestosità architettonica, con colonne ioniche e un’ampia navata centrale, testimonia l’importanza del Foro come fulcro della città.

Cosa ammirare nella Basilica

  • Navata centrale: circondata da 28 colonne ioniche alte circa 11 metri.
  • Tribunal: spazio dove si amministrava la giustizia, con colonne corinzie.
  • Portico di Popidio: elemento architettonico che mascherava edifici irregolari.
  • Resti di decorazioni in stucco: simulazione di blocchi marmorei sulle pareti.
  • Pozzo e fontana: testimoni della gestione delle risorse idriche.

Vuoi saperne di più sulla Basilica di Pompei? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Uscendo dalla Basilica, girate a destra su Via Marina e, dopo pochi passi, troverete l’ingresso del Santuario di Apollo sulla sinistra.

Il Santuario di Apollo (Regio VII – 5)

Veduta del Santuario di Apollo a Pompei con colonne, altare e statua in bronzo

Tra i luoghi di culto più antichi di Pompei (VIII-VII sec. a.C.).

Ricostruito in età sannitica su iniziativa del questore Oppio Campano, fu arricchito in epoca augustea con una meridiana e un muro per separarlo dalle case vicine.

Presenta un ampio cortile con colonne ioniche (poi corinzie) e ospitava statue di Apollo, Venere ed Ermes.

Danneggiato dal terremoto del 62, era ancora in restauro nel 79 d.C.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/ZrRaJRJYtL55hZJv8

Perché visitare il Tempio di Apollo

Il Santuario di Apollo racconta le origini più antiche di Pompei e l’importanza del culto apollineo.

Mostra inoltre la stratificazione di stili e restauri che ne testimoniano la lunga storia.

Cosa ammirare nel Tempio di Apollo

  • Le colonne in tufo scanalate e i capitelli corinzi dipinti dopo il terremoto.
  • I resti degli altari e l’omphalos, simbolo delfico nella cella.
  • Le iscrizioni che documentano i restauri e la dedica di Oppio Campano.

Uscendo dal Santuario di Apollo su Via Marina, percorrete pochi metri verso ovest e troverete l’ingresso per visitare la Casa di Trittolemo.

La Casa di Trittolemo (Regio VII – 4a)

La Casa di Trittolemo è una delle residenze più raffinate di Pompei, situata in una posizione strategica nei pressi del Foro, della Basilica e del Santuario di Apollo.

Costruita nel II secolo a.C. e ampliata dopo la conquista di Silla, questa domus presenta affreschi e mosaici di straordinaria bellezza, testimoniando la ricchezza e il prestigio del suo proprietario.

Tra gli elementi più interessanti vi sono l’affresco di Trittolemo, simbolo del legame con la fertilità e l’agricoltura, e un raro mosaico a cubi prospettici, simile a quelli presenti nei templi più importanti della città.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/NzDnkrzXRwuS7cDv8

Perché visitare la Casa di Trittolemo:

La Casa di Trittolemo è una delle residenze più eleganti di Pompei e offre un raro esempio di integrazione tra architettura domestica e arte templare.

Le sue decorazioni di alto livello e la posizione privilegiata riflettono il prestigio della famiglia che vi abitava.

Il raffinato ciclo pittorico e i mosaici di pregio rivelano una forte influenza ellenistica, mostrando il desiderio del proprietario di connettere la sua dimora ai luoghi sacri della città.

Cosa ammirare nella Casa di Trittolemo:

  • Affresco di Trittolemo: raffigura l’eroe mitologico che riceve un cesto di spighe da Persefone, simbolo della trasmissione dell’agricoltura agli uomini.
  • Mosaico a cubi prospettici: raro esempio decorativo presente anche nella cella dei templi di Apollo e Giove, che conferisce alla casa un’aura di sacralità e prestigio.
  • Esedra principale: con ingresso scenografico, decorata con mosaici e affreschi mitologici, dimostra l’importanza del proprietario.
  • Peristilio colonnato: uno spazio aperto con colonne dipinte di rosso e bianco, che un tempo circondava un giardino con una vasca centrale.
  • Affreschi di IV stile: scene con amorini, divinità e miti come Venere e Adone ed Ermafrodito allo specchio, esempio dell’arte raffinata dell’epoca.
  • Decorazioni musive nei triclini: recuperati dalle Terme Suburbane, presentano motivi marini con conchiglie e pesci, creando un’atmosfera suggestiva.

Uscite di nuovo su Via Marina e girate a sinistra, procedendo verso est in direzione del Foro.

Subito dopo il Santuario di Apollo, svoltate a sinistra e seguite il percorso che costeggia il Foro. Dopo circa 70 metri, troverete l’ingresso ai Granai del Foro sulla sinistra.

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Granai del Foro (Regio VII – 7)

Ingresso recintato dei Granai del Foro a Pompei, con struttura moderna e colonne di sostegno

I Granai del Foro di Pompei, situati nella parte occidentale del Foro, furono inizialmente interpretati come depositi di grano, ma successivi studi hanno smentito questa teoria.

Oggi rappresentano uno dei principali depositi archeologici del sito, contenendo circa 9.000 reperti, tra cui anfore, vasellame, utensili da cucina, fontane e alcuni calchi di vittime dell’eruzione.

Originariamente un mercato di cereali, i granai furono riutilizzati nel XIX secolo come deposito per materiali recuperati negli scavi.

Attualmente oggetto di un progetto di riqualificazione, presto diventeranno un’esposizione archeologica accessibile al pubblico, offrendo una visione unica della vita quotidiana e dei commerci di Pompei.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/6nKdjcwHaMUpdFa26

Perché visitare i Granai del Foro

I Granai del Foro offrono una straordinaria testimonianza della vita quotidiana e dei commerci dell’antica Pompei.

Gli oggetti qui conservati permettono di ricostruire i rapporti della città con il Mediterraneo e di comprendere meglio l’alimentazione e le abitudini dei Pompeiani.

Con la futura apertura al pubblico, il sito diventerà una delle principali esposizioni archeologiche della città.

Cosa ammirare nei Granai del Foro

  • Le anfore provenienti da diverse regioni del Mediterraneo, che testimoniano i traffici commerciali di Pompei.
  • I calchi delle vittime dell’eruzione, tra cui quello di un cane e di un albero.
  • Le grandi vasche e fontane in marmo che un tempo decoravano le case pompeiane.

Proprio accanto ai Granai del Foro si trova il Tempio di Giove, si riconosce facilmente sul lato nord della piazza: è rialzato su un alto podio con una scalinata frontale e resti di colonne imponenti.

Tempio di Giove (Regio VII – 8)

Colonne del Tempio di Giove a Pompei con arco romano e Foro sullo sfondo

Il Tempio di Giove, situato nella parte nord del Foro di Pompei, fu costruito nel III secolo a.C. e divenne il principale luogo di culto cittadino.

Dopo la conquista romana, fu dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva).

La struttura, rialzata su un alto podio con tre navate interne, era decorata con colonne corinzie e statue monumentali.

Danneggiato dal terremoto del 62 d.C., era ancora in restauro quando l’eruzione del 79 lo seppellì. Gli scavi hanno riportato alla luce imponenti resti della cella e un grande altare nel Foro.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/GZHGvyrtpWQVsAQN9

Perché visitare il Tempio di Giove

Il Tempio di Giove è uno dei simboli di Pompei e rappresenta l’importanza del Foro come centro religioso e politico della città.

La sua posizione scenografica, con il Vesuvio sullo sfondo, lo rende una delle tappe più iconiche del sito archeologico.

Cosa ammirare nel Tempio di Giove

  • Il maestoso podio rialzato, accessibile tramite una scalinata.
  • Le colonne corinzie e i resti della cella templare.
  • Il grande altare posto in asse con il tempio nel Foro.
  • La vista spettacolare sul Vesuvio, che enfatizza il legame tra Pompei e la sua tragica fine.

Sul lato est del Foro, accanto al Tempio di Giove, si trova il Macellum, l’antico mercato della città.

Macellum (Regio VII – 12)

Due statue romane all'interno del Macellum di Pompei su basamenti in nicchie murarie

Il Macellum era il principale mercato alimentare di Pompei, situato nell’angolo nord-est del Foro.

Costruito nel III secolo a.C. e rinnovato tra il 130 e il 120 a.C., subì vari restauri fino all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Al suo interno si trovavano botteghe che vendevano carne, pesce e prodotti alimentari, con un’area centrale coperta da una struttura lignea conica per la pulizia del pesce.

Decorato con affreschi mitologici e statue della famiglia imperiale, il Macellum offre uno spaccato sulla vita commerciale e sociale dell’epoca romana.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/oE42Bdh2uzaZAwFt9

Perché visitare il Macellum

Il Macellum di Pompei era il principale mercato alimentare della città e rappresenta una straordinaria testimonianza della vita quotidiana in epoca romana.

Qui si svolgevano le compravendite di carne, pesce e generi alimentari, mostrando l’efficienza del commercio pompeiano.

Inoltre, la presenza di affreschi e statue legate al culto imperiale sottolinea l’importanza politica e religiosa di questo spazio.

Visitandolo, potrai immergerti nell’atmosfera di un mercato romano e scoprire come funzionava l’economia dell’epoca.

Cosa ammirare nel Macellum

  • Le botteghe (tabernae) lungo i lati nord e ovest, un tempo destinate alla vendita di cibo e profumi.
  • L’area centrale del mercato, con dodici basi in tufo che sostenevano una copertura lignea e una vasca per la pulizia del pesce.
  • Il bancone in marmo per la vendita della carne e del pesce, dotato di uno scarico per il deflusso delle acque.
  • Gli affreschi mitologici, tra cui le rappresentazioni di Ulisse e Penelope e Medea che medita di uccidere i figli.
  • Le statue della famiglia imperiale, che un tempo ornavano il santuario interno e oggi sono conservate al Museo Archeologico di Napoli.

Proseguendo lungo il Foro, proprio accanto al Macellum, si trova il Santuario dei Lari Pubblici.

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Santuario dei Lari Pubblici (Regio VII – 13)

Rovine del Santuario dei Lari Pubblici a Pompei con prato verde e struttura muraria

Il Santuario dei Lari Pubblici è un tempio romano probabilmente costruito dopo il terremoto del 62 d.C. per venerare le divinità protettrici della città.

Alcuni studiosi ipotizzano che potesse essere dedicato al culto della famiglia imperiale o persino utilizzato come biblioteca pubblica, ma l’ipotesi più accreditata è che fosse un luogo di culto per i Lari.

Al momento dell’eruzione del 79 d.C., il tempio era ancora in costruzione e fu sepolto sotto lapilli e cenere.

Oggi, è uno dei siti più affascinanti di Pompei per comprendere il rapporto tra religione e vita pubblica nell’antica città.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/oE42Bdh2uzaZAwFt9

Perché visitare il Santuario dei Lari Pubblici

Il Santuario dei Lari Pubblici rappresenta un esempio unico di culto pubblico a Pompei.

La sua posizione strategica accanto al Tempio di Vespasiano e al Macellum dimostra l’importanza della religione nella vita politica ed economica della città.

Osservando le sue strutture incomplete, è possibile immaginare il processo di costruzione e l’interruzione improvvisa causata dall’eruzione.

La visita permette di approfondire il ruolo dei Lari nella religione romana e di ammirare le tecniche architettoniche dell’epoca.

Cosa ammirare nel Santuario dei Lari Pubblici

  • L’atrio centrale, con resti della pavimentazione in marmo e la base dell’altare sacrificale.
  • Le nicchie laterali, che probabilmente ospitavano statue di divinità o imperatori.
  • Il catino absidale, con la nicchia centrale e le colonne decorative.
  • Le tecniche costruttive visibili nelle mura in opera laterizia, incerta e reticolata.
  • Le basi delle colonne incompiute, che rivelano come il tempio fosse ancora in costruzione nel 79 d.C.

Terminata la visita al Tempio dei Lari Pubblici passate nella struttura accanto, il Tempio del Genius Augusti.

Tempio del Genius Augusti (Regio VII – 14)

Altare in marmo al centro del Tempio del Genius Augusti a Pompei, circondato da rovine

Il Tempio del Genius Augusti, noto anche come Tempio di Vespasiano, è un luogo di culto situato nel Foro di Pompei, dedicato al genio degli imperatori romani.

La sua datazione è incerta: alcuni studiosi ritengono che risalga all’età augustea, mentre altri lo collocano in un periodo successivo.

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. lo seppellì prima che i lavori di completamento fossero ultimati.

Scavato nel XIX secolo, oggi conserva un importante altare in marmo con un bassorilievo raffigurante un sacrificio.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/AEVJSYmgtZVtAdVQ9

Perché visitare il Tempio del Genius Augusti

Il Tempio del Genius Augusti è un esempio affascinante di architettura sacra romana, che riflette la devozione imperiale a Pompei.

La sua posizione nel Foro lo rende una tappa obbligata per chi vuole comprendere il legame tra religione e potere politico nell’antica città.

Inoltre, l’altare decorato con scene di sacrificio offre una rara testimonianza dei rituali pubblici dell’epoca.

Cosa ammirare nel Tempio del Genius Augusti

  • L’altare in marmo, con il bassorilievo del sacrificio di un toro.
  • Il cortile centrale, con resti di colonne e decorazioni architettoniche.
  • Le finestre cieche sulle pareti, sormontate da timpani triangolari e lunati.
  • Il podio del tempio, dove un tempo si ergeva la statua dell’imperatore.
  • Le stanze sul retro, usate probabilmente dai sacerdoti e dai mercanti.

Uscite dal Tempio del Genius Augusti ed entrate nell’ultimo edificio che troverete su questo tratto di strada: l’Edificio di Eumachia.

Portico della Concordia Augusta (Edificio di Eumachia) (Regio VII – 15)

Ingresso del Portico della Concordia Augusta a Pompei con arco moderno e rovine antiche

L’Edificio di Eumachia è una delle strutture più imponenti del Foro di Pompei, costruita in epoca tiberiana per volere della sacerdotessa Eumachia.

Destinato probabilmente al commercio della lana o come sede della corporazione dei fullones (lavandai), l’edificio presenta un’elegante architettura con colonne marmoree e decorazioni raffinate.

Danneggiato dal terremoto del 62 d.C., era ancora in fase di restauro quando fu sepolto dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Oggi è un esempio di architettura pubblica di epoca imperiale.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/p3yEVVsdL9TLEY3Z6

Perché visitare l’Edificio di Eumachia

L’Edificio di Eumachia è un’importante testimonianza della vita economica di Pompei, offrendo uno sguardo sul ruolo delle corporazioni e del commercio locale.

Inoltre, la sua costruzione da parte di una donna sottolinea l’influenza femminile nella società romana.

Il sito è una tappa fondamentale per chi vuole comprendere la struttura urbana e commerciale dell’antica Pompei.

Cosa ammirare nell’Edificio di Eumachia

  • La facciata monumentale, decorata con rilievi in marmo raffiguranti tralci d’acanto e animali.
  • Il portico colonnato a doppio ordine, con colonne doriche e ioniche.
  • Le esedre, che ospitavano statue di Cesare, Augusto, Enea e Romolo.
  • Il corridoio laterale, rivestito in marmi colorati e utilizzato come magazzino.
  • La statua di Eumachia, un tempo collocata nell’edificio e oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Uscite dal Portico della Concordia e ripercorrete il viale lungo il Foro in direzione nord per circa cento metri, fino ad attraversare l’Arco di Nerone.

Proseguite lungo il Vicolo del Foro per sessanta metri, quindi svoltate a sinistra su Via delle Terme. Troverete l’ingresso alle Terme del Foro sulla sinistra.

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Terme del Foro (Regio VII – 10)

Sala interna delle Terme del Foro di Pompei con volta affrescata e pareti in pietra

Le Terme del Foro, costruite nel I secolo a.C., erano uno dei principali complessi termali di Pompei, situate vicino al Foro.

Erano suddivise in settori maschili e femminili, con ambienti riscaldati da un avanzato sistema di caldaie e condutture.

Dopo il terremoto del 62 d.C., rimasero le uniche terme funzionanti in città fino all’eruzione del 79 d.C. Tra le decorazioni più suggestive si trovano affreschi, mosaici e telamoni in terracotta che sostenevano la volta del tepidarium.

Gli scavi borbonici del 1823 le riportarono alla luce.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/nqGNPFTHZKP6C2cp8

Perché visitare le Terme del Foro

Le Terme del Foro offrono un’affascinante testimonianza della vita quotidiana di Pompei, mostrando l’importanza del bagno pubblico nella cultura romana.

La loro posizione centrale le rende una tappa ideale per comprendere l’organizzazione sociale della città.

Cosa ammirare nelle Terme del Foro

  • Il tepidarium con le statue di telamoni e decorazioni in stucco.
  • Il frigidarium con la cupola affrescata e le scene di giardino.
  • Il calidarium con il sistema di riscaldamento ipocausto e la grande vasca in marmo.
  • Le antiche lucerne, ritrovate in gran numero, che illuminavano le terme per l’uso serale.

Di fronte alle Terme si trova la Casa del Poeta Tragico. Potete accedervi dall’entrata su Via delle Terme.

Casa del Poeta Tragico (Regio VI – 4)

Plastico della Casa del Poeta Tragico con vista sull’atrio interno a Pompei

La Casa del Poeta Tragico, risalente al II secolo a.C., è una delle dimore più celebri di Pompei grazie ai suoi straordinari affreschi e mosaici.

Il nome deriva da un mosaico raffigurante una scena teatrale, mentre il celebre mosaico del Cave Canem (Attenti al cane) accoglie i visitatori all’ingresso.

Le decorazioni appartengono al quarto stile pompeiano e includono affreschi ispirati ai miti greci, come Achille e Briseide e il sacrificio di Ifigenia.

Gli scavi ottocenteschi trasferirono molte opere al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/GcmUpfEUeERHQ3Mo7

Perché visitare la Casa del Poeta Tragico

Questa casa permette di immergersi nell’eleganza dell’arte pompeiana, mostrando scene mitologiche di grande qualità.

È un esempio straordinario della vita domestica dell’epoca, con decorazioni che riflettono il gusto raffinato dei suoi proprietari.

Cosa ammirare nella Casa del Poeta Tragico

  • Il mosaico del Cave Canem, simbolo dell’antica Pompei.
  • Gli affreschi mitologici, tra cui Achille e Briseide e il sacrificio di Ifigenia.
  • La raffinata decorazione in quarto stile pompeiano, con colori vivaci e dettagli elaborati.
  • La struttura della casa, con atrio, tablino e peristilio, tipica delle dimore patrizie romane.

Uscite dalla Casa del Poeta Tragico su Via delle Terme e proseguite verso ovest fino a svoltare a destra su Via Consolare.

Continuate su Via Consolare in direzione nord per circa 250 metri, dove la strada prosegue su Via delle Tombe.

Dopo circa 500 metri, alcuni gradini vi condurranno lungo un viale che, dopo altri 150 metri, vi porterà alla Villa dei Misteri.

Durante tutto il percorso, da Via delle Terme a Via delle Tombe, potrete ammirare splendidi luoghi come la Necropoli di Porta Ercolano e la Villa di Diomede sulla vostra sinistra.

Villa dei Misteri (Regio VI – 19)

Interno affrescato con due calchi di vittime esposte in teca.

La Villa dei Misteri è una delle residenze più affascinanti di Pompei, situata poco fuori le mura della città.

Costruita nel II secolo a.C., fu ampliata e decorata durante l’età augustea.

Oltre alla sua raffinata architettura, la villa è celebre per gli straordinari affreschi del triclinio, che raffigurano riti misterici legati al culto di Dioniso.

Dopo il terremoto del 62 d.C., venne in parte trasformata in una struttura produttiva con impianti per la vinificazione.

Gli scavi, iniziati nel 1909, hanno restituito uno dei cicli pittorici più enigmatici e meglio conservati dell’antichità.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/RpAK3dcShPbPRg857

Perché visitare la Villa dei Misteri?

  • È una delle ville meglio conservate di Pompei, con affreschi unici al mondo.
  • Offre una visione intima della vita aristocratica romana, tra lusso e ritualità.
  • Permette di esplorare un’area più tranquilla degli scavi, lontana dai percorsi più affollati.

Cosa ammirare nella Villa dei Misteri?

  • Gli affreschi del triclinio: un ciclo pittorico straordinario che raffigura un rito di iniziazione ai Misteri Dionisiaci.
  • L’architettura della villa: un perfetto esempio di residenza romana con peristilio, atrio e ambienti affrescati.
  • Gli elementi produttivi: testimonianze dell’attività vinicola che si sviluppò nella villa dopo il terremoto del 62 d.C.
  • La posizione panoramica: la villa sorgeva in origine su un’altura con vista sul Golfo di Napoli, testimoniando il prestigio dei suoi proprietari.

Vuoi sapere di più sulla Villa dei Misteri? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Ripercorrete Via Consolare a ritroso fino a raggiungere Via delle Terme.

Da qui, davanti alle Terme del Foro già visitate, imboccate Via della Fortuna e percorretela per circa 70 metri.

Superato l’incrocio con Vicolo del Fauno, troverete sulla sinistra l’ingresso della Casa del Fauno.

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Casa del Fauno (Regio VI – 1)

Statua del fauno danzante nella fontana della Casa del Fauno

La Casa del Fauno è una delle dimore più imponenti di Pompei, occupando un intero isolato con i suoi 3000 metri quadrati.

Costruita nel III secolo a.C. e ampliata nel II secolo a.C., rappresentava una delle abitazioni più lussuose della città.

Deve il suo nome alla statuetta in bronzo del fauno danzante ritrovata nell’impluvium dell’atrio.

Oltre alle sue vaste dimensioni, la casa è celebre per il Mosaico della Battaglia di Isso, capolavoro artistico che ritrae lo scontro tra Alessandro Magno e Dario III.

La struttura comprende due atri, due peristili, numerosi ambienti e perfino un quartiere termale privato.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/qCvE6waBgmPUuvCf7

Perché visitare la Casa del Fauno?

Questa domus permette di scoprire l’eleganza e la grandiosità della vita aristocratica romana a Pompei.

Le sue dimensioni, i raffinati mosaici e le soluzioni architettoniche innovative ne fanno un esempio straordinario di abitazione patrizia dell’epoca repubblicana.

Cosa ammirare nella Casa del Fauno?

  • Statuetta del fauno danzante: collocata nell’impluvium dell’atrio, è il simbolo della casa e uno degli elementi più iconici di Pompei.
  • Mosaico della Battaglia di Isso: capolavoro artistico che ritrae lo scontro tra Alessandro Magno e Dario III, oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
  • Mosaici minori: raffigurazioni dettagliate di animali, nature morte e scene di vita quotidiana, che decorano diversi ambienti della domus.
  • Grande peristilio: circondato da un doppio ordine di colonne, rappresenta uno degli spazi più scenografici della casa.
  • Architettura e giochi prospettici: la disposizione degli ambienti crea un effetto visivo che esalta la maestosità della dimora, con ampie vedute dal tablino ai giardini interni.

Vuoi sapere di più sulla Casa del Fauno? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Se uscite dalla Casa del Fauno su Vicolo del Fauno, proseguite verso nord fino a svoltare a destra in Vicolo di Mercurio.

Se invece vi trovate già su Vicolo di Mercurio, girate a destra e percorretelo per circa 50 metri, quindi svoltate a sinistra in Vicolo dei Vettii.

Dopo pochi metri, sulla sinistra, troverete l’ingresso per visitare la Casa dei Vettii.

Casa dei Vettii (Regio VI – 11)

Giardino interno colonnato della Casa dei Vettii a Pompei

La Casa dei Vettii è una delle domus meglio conservate di Pompei, ricca di affreschi e decorazioni di grande pregio.

Appartenuta ai fratelli Vettii, ricchi liberti dediti al commercio, la casa riflette il loro status sociale con ambienti lussuosi e simboli di prosperità.

Il peristilio con le sue fontane e statue in bronzo, gli affreschi mitologici e il celebre Priapo nell’atrio sono elementi che rendono questa dimora un perfetto esempio di eleganza e raffinatezza dell’epoca romana.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/Ay6v1MAsaESmeH469

Perché visitare la Casa dei Vettii?

Visitare la Casa dei Vettii significa immergersi nella vita di una famiglia benestante dell’antica Pompei, scoprendo il lusso e il gusto estetico dei liberti arricchiti.

Grazie ai suoi affreschi perfettamente conservati, questa domus offre un viaggio nel mito e nella simbologia romana, evidenziando il ruolo dell’arte nella vita quotidiana.

Cosa ammirare nella Casa dei Vettii?

  • Gli affreschi mitologici con scene di Arianna e Teseo, Dedalo e Pasifae, e il supplizio di Penteo.
  • Il mosaico di Priapo nel vestibolo, simbolo di fertilità e prosperità.
  • Il peristilio con le sue colonne, vasche e statue in bronzo che fungevano da fontane.
  • Il triclinio e gli oeci con decorazioni raffinate, tra cui amorini intenti in giochi e mestieri.
  • La cucina e il larario, testimonianze della vita domestica romana.

Vuoi saperne di più sulla Casa dei Vettii? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Usciti dalla Casa dei Vettii su Vicolo dei Vettii, di fronte troverete la Casa degli Amorini Dorati.

Casa degli Amorini Dorati (Regio VI – 12)

Giardino con fontana centrale e colonnato nella Casa degli Amorini Dorati a Pompei

La Casa degli Amorini Dorati è una delle dimore più eleganti di Pompei databile tra il III e il II secolo a.C..

Il nome deriva da una decorazione ritrovata in un cubicolo, composta da lamine d’oro raffiguranti amorini incastonate in dischetti di vetro.

La domus apparteneva probabilmente alla gens Poppeae, famiglia legata all’imperatore Nerone.

Al suo interno si trovano affreschi di grande valore artistico, mosaici raffinati, un giardino decorato con statue e maschere teatrali, oltre ad ambienti destinati al culto, tra cui un sacello dedicato alle divinità egizie.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/A8McTSssme9e8CqT8

Perché visitare la Casa degli Amorini Dorati

Questa domus rappresenta un magnifico esempio di residenza aristocratica dell’età imperiale, con una fusione tra arte, religione e cultura.

Le sue decorazioni di pregio, i mosaici e le stanze dedicate sia alla vita privata che ai culti domestici ed egizi, offrono una visione completa della ricchezza e dei gusti raffinati dell’epoca.

La presenza di affreschi mitologici e l’uso di simboli apotropaici rendono questa casa un vero gioiello dell’archeologia pompeiana.

Cosa ammirare nella Casa degli Amorini Dorati

  • L’atrio e il tablino, con mosaici e affreschi raffiguranti l’incontro tra Paride ed Elena.
  • Il salone principale, decorato con mosaici e affreschi di Achille, Patroclo e Briseide, con vista su un giardino arricchito da statue e colonne.
  • Le decorazioni dorate che danno il nome alla casa, realizzate con amorini incisi su lamine d’oro incastonate nel vetro.
  • Le aree sacre, con un’edicola dedicata al culto domestico e un sacello dedicato a divinità egizie come Iside, Anubi, Arpocrate e Serapide.
  • La stanza dalle pareti gialle, probabilmente dedicata alle donne, accessibile attraverso un corridoio che fungeva da spazio espositivo con una statua di Venere.

Uscite su Vicolo dei Vettii e procedete verso sud fino a svoltare a sinistra in Vicolo di Mercurio.

Proseguite verso est, poi girate a destra in Via del Vesuvio.

Continuate in direzione sud ed entrate in Via Stabiana. Dopo circa 90 metri, sulla sinistra, troverete l’ingresso della Casa di Marco Lucrezio.

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Casa di Marco Lucrezio (Regio IX – 1)

Atrio e giardino della Casa di Marco Lucrezio sulla Via Stabiana a Pompei

La Casa di Marco Lucrezio, conosciuta anche come Casa delle Suonatrici, è una raffinata domus di Pompei, situata su Via Stabiana.

Scavata tra il 1846 e il 1847, la sua struttura risale al II secolo a.C. ed è caratterizzata da splendidi affreschi in Quarto Stile e da un elegante giardino con una fontana decorata.

La casa appartenne probabilmente a Marco Lucrezio, decurione di Pompei e sacerdote di Marte.

Tra le sue stanze si trovano magnifiche decorazioni mitologiche, mosaici pregiati e una lettera dipinta che ha permesso di identificarne il proprietario.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/81vB3VU6ngeFPoeh9

Perché visitare la Casa di Marco Lucrezio

Questa domus è un esempio straordinario della raffinatezza raggiunta dalle abitazioni private di Pompei nell’età imperiale.

La ricchezza degli affreschi e dei mosaici, unita alla bellezza del giardino con la fontana marmorea, permette di immergersi nella vita di una famiglia dell’alta società pompeiana.

Inoltre, la presenza di un quadretto con una lettera dipinta rende la visita ancora più affascinante, poiché collega direttamente l’edificio alla figura storica di Marco Lucrezio.

Cosa ammirare nella Casa di Marco Lucrezio

  • Gli affreschi in Quarto Stile con scene mitologiche, tra cui Narciso e Cupido, Venere pescatrice e il Trionfo di Bacco.
  • I pavimenti in mosaico, in particolare quello in opus sectile del tablino e i raffinati motivi in bianco e nero del triclinio.
  • La fontana del giardino, decorata con un mosaico nella nicchia e adornata da una statua di Sileno con un otre.
  • Il cubicolo delle suonatrici, con l’affresco da cui la casa prese il primo nome, raffigurante un gruppo di donne che suonano strumenti musicali.
  • La lettera dipinta, un dettaglio unico che ha permesso di attribuire la casa a Marco Lucrezio, decurione di Pompei e sacerdote di Marte.
  • Le decorazioni dedicate ai culti domestici e ai culti egizi, con raffigurazioni di divinità come Iside, Anubi e Serapide.

Questa casa, con la sua perfetta combinazione di lusso e vita quotidiana, è una tappa imprescindibile per comprendere l’arte e la società dell’antica Pompei.

Terminata la visita alla Casa di Marco Lucrezio, uscite su Via Stabiana e proseguite verso sud sino all’incrocio con Via dell’Abbondanza.

Svoltate quindi a destra e percorretela per circa 80 metri sino a girare a destra in Vicolo del Lupanare.

Proseguite in direzione nord per circa 60 metri sino a raggiungere l’entrata della Casa di Sirico sulla destra.

Casa di Sirico (Regio VII – 17)

Atrio con impluvium e colonne nella Casa di Sirico a Pompei

La Casa di Sirico è una sontuosa dimora pompeiana appartenuta alla classe politica e commerciale della città.

Il nome del proprietario, Publius Vedius Siricus, è noto grazie al rinvenimento di un anello-sigillo in bronzo.

La casa, frutto dell’unione di due edifici, presentava decorazioni raffinate ispirate alla mitologia e un’esedra per banchetti.

Un famoso affresco della dimora raffigura Enea ferito, curato dal medico Japix, e dimostra la conoscenza dell’arte medica a Pompei.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/J4cFcNhZQs6dAsav7

Perché visitare la Casa di Sirico

Visitare la Casa di Sirico permette di scoprire il lusso e il prestigio delle élite di Pompei.

La dimora, con i suoi splendidi affreschi e il raffinato apparato decorativo, offre uno spaccato sulla vita sociale e culturale dell’epoca, mostrando come i potenti dell’antica città usassero l’arte e l’architettura per affermare il proprio status.

Cosa ammirare nella Casa di Sirico

  • L’iscrizione sull’ingresso “SALVE LUCRU” (Benvenuto, denaro!), segno della mentalità commerciale del proprietario.
  • L’esedra con raffinati affreschi mitologici, tra cui Eracle alla corte di Onfale e la costruzione delle mura di Troia.
  • Il pregiato pavimento in opus sectile.
  • I due peristili con pergolati, simbolo di ricchezza e luogo di ristoro estivo per i convitati.
  • Il celebre affresco di Enea ferito curato dal medico Japix, è oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Vuoi saperne di più sulla Casa di Sirico? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Uscendo dalla Casa di Sirico su Via Stabiana, dirigetevi verso sud fino a incrociare Via dell’Abbondanza, quindi svoltate a destra.

Dopo pochi metri, troverete l’ingresso alle Terme Stabiane.

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Terme Stabiane (Regio VII – 16)

Veduta angolare del cortile con colonne delle Terme Stabiane

Le Terme Stabiane rappresentano uno dei complessi termali più antichi di Pompei, risalente al IV-III secolo a.C.

Situate lungo la Via Stabiana, vennero ampliate nel II secolo a.C. e subirono restauri fino all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C..

Il complesso comprende una palestra trapezoidale con piscina, due sezioni separate per uomini e donne e ambienti termali tipici dell’epoca romana, come il frigidarium, tepidarium e calidarium, riscaldati da un avanzato sistema di ipocausto.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/km5xkvCPxsa5ey5k7

Perché visitare le Terme Stabiane?

Visitare questo complesso termale offre un’immersione nella cultura del benessere e dell’igiene nell’antica Roma.

Le terme erano un luogo di socialità e relax, permettendo ai visitatori di comprendere meglio la quotidianità dei pompeiani e il sofisticato sistema di riscaldamento utilizzato.

Cosa ammirare nelle Terme Stabiane?

  • La palestra e la piscina, luoghi di allenamento e relax.
  • Gli ambienti termali, con le loro stanze a temperatura progressiva.
  • Il sistema di ipocausto, un ingegnoso meccanismo di riscaldamento.
  • Le decorazioni e gli stucchi, ben conservati nella sezione femminile.

Vuoi sapere di più sulle Terme Stabiane? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Uscendo dalle Terme Stabiane, se vi trovate su Via dell’Abbondanza, proseguite verso ovest per pochi metri, quindi svoltate a destra in Vicolo del Lupanare.

Se invece uscite direttamente su Vicolo del Lupanare, proseguite in direzione nord sino a raggiungere l’ingresso del Lupanare.

Lupanare (Regio VII – 18)

Vista del soffitto con travi lignee e affreschi del Lupanare di Pompei

Il Lupanare di Pompei è il più celebre bordello dell’antica città, testimone di una realtà sociale spesso trascurata.

Costruito su due livelli, era organizzato in piccole stanze con letti in muratura e decorato con affreschi espliciti che servivano da “catalogo” per i clienti.

I graffiti lasciati dai visitatori offrono una vivida testimonianza della vita quotidiana e delle abitudini sessuali dell’epoca.

Questo luogo fornisce un’inedita prospettiva sulla società pompeiana, inclusa la condizione delle prostitute, spesso schiave.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/fqRKhjNyiBCQjyAV8

Perché visitare il Lupanare?

Il Lupanare permette di esplorare un aspetto autentico e spesso ignorato della vita romana.

La sua visita aiuta a comprendere meglio la mentalità dell’epoca, il ruolo della prostituzione nell’economia e il modo in cui la sessualità era vissuta e regolamentata nella società romana.

Cosa ammirare nel Lupanare?

  • Affreschi erotici: dipinti sulle pareti, raffigurano scene sessuali ed erano utilizzati come una sorta di “catalogo” dei servizi offerti.
  • Piccole stanze (cubicula): ciascuna dotata di un letto in pietra, che rappresenta l’arredo essenziale del luogo.
  • Graffiti antichi: incisioni lasciate dai clienti e dalle prostitute, contenenti nomi, battute ironiche e riferimenti all’attività del bordello.
  • Struttura su due livelli: il piano inferiore era destinato alla clientela comune, mentre il superiore probabilmente ospitava clienti più facoltosi o le stesse lavoratrici.

Vuoi sapere di più sul Lupanare? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Usciti dal Lupanare, imboccate il Vicolo del Balcone Pensile e percorretelo fino a raggiungere il Vicolo della Maschera, dove svolterete a sinistra.

Proseguite fino all’incrocio con Via dell’Abbondanza, quindi girate a sinistra e continuate in direzione est per 270 metri.

Svoltate a destra in Vicolo di Paquius Proculus e, all’incrocio con Via di Castricio, girate a sinistra.

Dopo circa 180 metri su Via di Castricio, svoltate a destra in Vicolo dei Fuggiaschi.

Proseguite per circa 150 metri e troverete l’ingresso dell’Orto dei Fuggiaschi sulla destra.

L’Orto dei Fuggiaschi (Regio I – 16)

Persone pietrificate dall’eruzione del Vesuvio conservate a Pompei

L’Orto dei Fuggiaschi è uno dei luoghi più commoventi degli scavi di Pompei.

Situato nella zona meridionale della città antica, era un giardino coltivato che, nel 1961, ha restituito i calchi di tredici vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C..

Queste persone, tra cui bambini, tentarono invano di fuggire verso l’uscita meridionale della città prima di essere travolte dalla nube piroclastica.

Oggi il sito offre ai visitatori una testimonianza straordinaria della tragedia di Pompei, conservando i calchi delle vittime nel loro contesto originale.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/8N3hCkX37MkhzJYL9

Perché visitare l’Orto dei Fuggiaschi

L’Orto dei Fuggiaschi rappresenta una delle testimonianze più toccanti della tragedia di Pompei.

Qui, tredici pompeiani sono rimasti intrappolati durante il loro disperato tentativo di fuga.

Grazie alla tecnica dei calchi in gesso, è possibile osservare le loro ultime pose, rendendo questo sito un vero e proprio memoriale della catastrofe.

La visita permette di comprendere la dimensione umana dell’eruzione, offrendo un’esperienza profonda ed emozionante.

Cosa ammirare nell’Orto dei Fuggiaschi

  • I calchi delle vittime: tredici persone, tra cui bambini, sorprese dalla nube ardente e immortalate nei loro ultimi istanti.
  • L’area agricola ricostruita: il vigneto e il giardino riportati al loro aspetto originario, che aiutano a immaginare la vita quotidiana prima dell’eruzione.
  • Il contesto storico e archeologico: un luogo di grande impatto visivo ed emotivo, che permette di comprendere il dramma della distruzione di Pompei.

Vuoi sapere di più sull’Orto dei Fuggiaschi? Leggi il nostro articolo di approfondimento.

Uscite su Vicolo dei Fuggiaschi e proseguite verso nord fino a raggiungere Via della Palestra.

Svoltate a destra e camminate fino all’incrocio con Via di Nocera, quindi girate nuovamente a destra.

Percorrete Via di Nocera per circa 130 metri, superando Porta Nocera.

Alla fine della strada, svoltate a sinistra e proseguite in direzione est lungo la via, ammirando la Necropoli di Porta Nocera.

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Necropoli di Porta Nocera (Regio II – 10)

Tombe familiari nella Necropoli di Porta Nocera a Pompei

La Necropoli di Porta Nocera a Pompei si estende lungo un tratto di 250 metri fuori dalle mura cittadine, ospitando numerosi monumenti funerari che riflettono le pratiche sepolcrali romane dal I secolo a.C. al 79 d.C..

Tra questi, spiccano la tomba monumentale della sacerdotessa Eumachia e la tomba dei Flavi, caratterizzata da nicchie con busti in tufo e iscrizioni.

Le tombe ad alto podio, come quella di Marcus Octavius e di Publius Vesonius Phileros, offrono ulteriori testimonianze delle usanze funerarie dell’epoca.

Indicazione Google Maps:

https://maps.app.goo.gl/p7c6nndp5aEuNmhX9

Perché visitare la Necropoli di Porta Nocera

Questo sito offre un’immersione nelle tradizioni funerarie romane, permettendo di comprendere meglio la società pompeiana attraverso le sue pratiche sepolcrali e i monumenti dedicati ai defunti.

Cosa ammirare nella Necropoli di Porta Nocera

  • Tomba di Eumachia: Un’imponente struttura dedicata alla sacerdotessa di Venere, che finanziò anche la costruzione di un edificio nel Foro.
  • Tomba dei Flavi: Caratterizzata da numerose nicchie contenenti busti in tufo e iscrizioni commemorative.
  • Tomba di Publius Vesonius Phileros: Nota per una lunga iscrizione in cui il defunto si lamenta di un’accusa ingiusta ricevuta da un amico.
  • Tomba di Marcus Octavius: Presenta un alto podio con quattro nicchie sulla facciata, rappresentando l’architettura funeraria tipica dei coloni sillani.

La visita alla Necropoli di Porta Nocera offre un’opportunità unica per riflettere sulla vita e sulla morte nell’antica Pompei, attraverso monumenti che raccontano storie personali e collettive di una civiltà scomparsa.

Proseguite lungo il viale fino a raggiungere Piazzale Anfiteatro, da cui potrete uscire dagli scavi.

Dopo un’intera giornata trascorsa tra le meraviglie di Pompei, il nostro viaggio nel tempo giunge al termine.

Questo itinerario ti ha permesso di esplorare la città con calma, immergendoti nella vita quotidiana, nelle opere d’arte e nei misteri che ancora avvolgono questo straordinario sito archeologico.

Dalle strade animate dell’antichità alle dimore più raffinate, dai luoghi di culto agli angoli più nascosti, ogni tappa ha svelato un frammento di storia, restituendo un quadro vivido della grandezza e della drammaticità di Pompei.

Ma questo luogo unico ha ancora molto da raccontare: se l’esperienza ti ha affascinato, torna a scoprire altri dettagli, percorsi e storie che rendono Pompei una testimonianza senza tempo.

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